Indifferentemente

Indifferentemente mi fa pensare a una vecchia canzone napoletana, poi nemmeno poi tanto vecchia. L’ascoltai distrattamente ero dentro i vicoli. E m’invogliava a incrementare il mio amore per lei. Però, non ricordo se fosse Rossana o Carmela o Ninuccia dagli occhi neri e il culo a mandolino. O la ragazza greca dai capelli lunghi e ondulati e gli occhi di furiose caramelle. Forse era quando Patrizia fece prigionieri i miei occhi sognanti di materia ferrosa e fuggitivi che m’innamorai mentre correvo nella la polvere di nuvole della nostra banda, da un basso si spandeva lungo il vicolo quella canzone. C’è poco da fare: insieme all’amore si mette sempre, come un anello invisibile ma potente, una o più canzoni che mischiano le carte. L’amore, spesso, è una mischiata di carte.

Indifferentemente mi ha fatto pensare qua e là al libro di Moravia Gli indifferenti che finora non sono riuscito a leggere. In fine, per modo di dire, Indifferentemente, oggi, mi fa pensare all’amore …e, cosa assai curiosa, agli esercizi acrobatici, mentali, affettivi, sessuali, psicologici, desideranti e materiali, mantenetevi forti … della politica.

Ovunque tu sia, nella tua mutante presenza assenza, penso a te.

Indifferentemente.

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Indifferentemente