Mi ricordo

Mi ricordo che a casa mia, anche in quella vecchia, nel centro antico, dove sono nato, in cui le pentole, i coperchi e i piatti scomparivano e comparivano con colori diversi, sulle discese, i palazzi e le mura sgarrupati e i vicoli colmi di pozzanghere nere e lucenti, gioco ancora a perdifiato, nonostante dall’alta parte del tempo della vita, c’è una ricordoteca che di volta in volta è campo e giardino ora ben curati o ancora incolti e selvaggi di fame, con i suoi intrichi; e mare, e pesci di porticcioli e banchine e barche morenti o col muso verso il sole che calava a picco; e rimasugli di ogni cosa che andava la dicitura umano. E ricordi.

Mi ricordo

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