Cestina

Cestina, cestina pure la tua anima, se ne hai alcuna, se puoi mettere in piedi qualcosa del genere; e, almeno, per soddisfazione, guardala in faccia, o di profilo; di certo, pur essendo un anima un profilo deve pur avercelo, così che ne avrà uno ben delineato, mica di quelle figure sfatte, di sovrabbondanza scialacquona. Quando i fiumi sono in piena e la pioggia viene giù che non ti dico, però non mi offendo ne me la prendo se me lo dici la faccenda del non ti dico, tirare i remi in barca, giusto un paio d’ore o addirittura ventiquattr’ore, un po’ in disparte, non ti farebbe certo male, pure perché, tutto quel tempo a inzupparsi, fa male.

E poi è dell’ultimo dell’anno, qualcosa bisogna pur buttare dalla finestra, o, solo cestinare.

Annunci
Cestina

Dicerie

La formica è laboriosa. La cicala tutta l’estate non fa che cantare. E tutti gli altri mesi dove vanno le cicale? La mosca è fastidiosa: ti piomba sempre addosso. La zanzara (la femmina, lo dice la parola stessa) è più che insidiosa: ti succhia il sangue. E non teme la luce, al contrario del conte Dracula. Le vespe corrono di qua e di là e le api disegnano voli nell’aria, ma vogliono essere lasciate in pace, e semmai, trascurate, in tal modo, non attaccano.

Dicerie

Anime

Il cucciolo di cane non ha l’anima perché è cucciolo. Il cane non ha l’anima perché è un cane e si comporta da cane, perché anche quando è fedele fino a lasciarsi morire per il suo “padrone” è un cane. Una bestia, come tutte le bestie, non ha l’anima perché è una bestia. L’essere umano, innanzitutto bianco, ha l’anima perché è un essere umano, bianco. L’essere umano parla, le bestie no. Il cane scodinzola. L’uomo no. Al circo è l’essere umano, con la sua anima sensibile, che comanda gli animali, i cani no, non addestrano. L’uomo la mattina, va a scuola, a lavoro o a far un tubo; l’uomo, il pomeriggio o la sera va in palestra o in piscina, anche in discoteca se è per questo, il cane no. Il cane quando si sveglia la mattina vuole le carezze, baci in testa,come se non ti vedesse da cent’anni, dopodiché, contento e felice, fa la pipì. Ci sono cani che non credono di essere cani. L’anima sia degli uomini sia degli animali o bestie sia dei cani, anch’essi bestie, mica si può fare un eccezione sol perché li teniamo dentro le nostre case, per poi spesso abbandonarli, sono invisibili come lo Spirito e come Dio. Già è difficile imbattersi o aspettare la calata di Dio dall’alto dei cieli, con lo Spirito c’è davvero da rompersi l’osso del collo, tanta è la difficoltà a scovarlo da qualche parte. Ma c’è almeno una possibilità, almeno una, di trovare e confrontarsi o trovarsi al cospetto delle anime e quelle dei pezzi grossi? Direi di si, da morti, quando la nostra anima invisibile si ritroverà nella nebbia splendente dell’invisibilità. Noi, di questa terra, nati in questo mondo di materia, dobbiamo aspettare la felicità tutta e la beatitudine quando saremo anime invisibili.

Anime

Il cane e l’anima

Ci sono questi cani, specie quelli senza niente al mondo se non nell’accoppiarsi per trovare calore e restare attaccati per i genitali parecchio tempo e mettere cuccioli al mondo che quando il tuo sguardo s’incontro con i loro occhi, tu, essere umano e lui, il cane, vi trovate, conoscete e avete la grazia(sospesa al nulla del vuoto)e perciò vi imbattete nella lingua nascosta dell’anima, perché la lingua dei cani è l’anima racchiusa in un corpo di lingua di cane, nel ridicolo e spassoso trotterellare del cane come se fosse una danza di cane, nell’annuso del cane per leggere il mondo non solo dei cani che pisciano qua e là, nel perdersi e ritrovare l’odore di cuccia umida, la terra sterpa, nella lingua morta del cane.

Il cane e l’anima

I sorrisi

I sorrisi, è sempre bene e salutare riceverne, specie quelli pieni di sole che raggianti illuminano persino le giornate grige quando il cielo è grigio compatto o grigio topo. I sorrisi vengono da lontano dove, retrospettivamente, la lingua si tace, arcigna, gutturale. Un sorriso col silenzio è concentrato come il bacio che c’entra il bersaglio sottopelle. Il sorriso che ci trascina ha la simpatia dell’empatia delle bucce di mandarino.

Ai cani, invece, oltre la voce e la parlantina sciolta, mancano i sorrisi, a causa dei nervi mancanti dei musi. I cani non hanno sorrisi, ma non hanno la doppia o tripla faccia.

Io una volta ero un cane, poi, mi hanno innestato sul muso dei nervi facciali. Faccio dei sorrisi sempre nei momenti sbagliati. Oppure rido pur non avendo nessuna motivo, sapete quel riso che quando parte ti viene male allo stomaco e ai fianchi. Eh, davvero che ridere.

I sorrisi

I fatti

I fatti sono come degli sbruffoni, se non proprio sbruffoni, che si presentano da tutte le parti. Sono di qua, sono di là e tu vai più  avanti due passi indietro o ti metti di lato, ma imperterriti, loro, macinano chilometri, stando fermi come muli principi di cocciutaggine. Come i funghi dopo la pioggia. Come la fame dopo un lungo digiuno. Come una sorgente d’acqua che pur se la tappi, lei, esce fuori come nulla fosse o una scienza esatta, naturale.

I fatti