Il geco irrompe sulle vestigia

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Il geco è profondamente, religiosamente, fedele, pur non essendo un credente, alla natura di sé. Il geco, sul silenzio delle pareti e delle mura antiche, ama e vuole amore, predisponendo il meglio. Il geco è di poche parole, specie quando irrompe sulle vestigia.

Il geco irrompe sulle vestigia

Eterno Amore

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Si che il mio cane vorrei portarlo con me, ma poi quando esco dal bosco e mi cambio la maglietta fuori dalla macchina, lui in macchina non ci vuole stare. Comunque è innamorato di me, infatti mi sta sempre alle calcagna. Secondo me nella mia vita di non so quale vita, ero un cane. E poi mi capita spesso, ma devo guardarmi in giro quando lo faccio, alzo la zampa sinistra(o gamba?)e faccio la pipì o spruzzatine sui muri, sulle ruote delle auto e dove mi va di farlo, insomma per marcare il territorio. Secondo me quando ero un cane ero un cane di strada, mi chiamavo Mario. Ero di colore nero e avevo delle macchie sul petto e in testa e dietro le orecchie. Oggi come ieri mi capita di sognare fette di carne, ossi e Lalli, una cagnetta tutto pepe, che quando la vedevo mi mandava in estasi, ma quei maledetti dei suoi padroni, dei veri sgherri, le vietavano di affacciarsi fuori al balcone e guardarmi. Oppure quando la portavano giù appena mi vedevano spuntare da ogni parte cambiavano strada. Però non ho mai smesso di sognarla e amarla. Possono impedirmi di annusarla e leccarle il musetto, ma non possono impedirmi di sognarla e amarla. E non possono nemmeno impedirmi trotterellare dopo che ho annusato dove è passata la mia Lalli. Leggi alla parole Eterno Amore, perché è uno di quelli.

 

Eterno Amore

La scrittura è piantare un albero in un campo da arare

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Risultati immagini per quadri di alberi di pittori famosiLa scrittura, l’atto in sé di scrivere, è un faro a cui guardare sempre, praticandolo giorno per giorno come fa l’artigiano, anche quando c’è buio,stanchezza o perdita dell’orientamento. Quando si ha un dubbio, un incertezza, una dimenticanza, la mano impugna la penna e scrive. C’è sempre un angolo dietro a un altro. Scrivere è ritrovarsi sia nei giardini curati o abbandonati o nella selva del sottobosco e anche della foresta. Più lontana è la foresta, più chi scrive intraprende, incessante, il dipanarsi di sentieri vecchi e nuovi. Scrivere è come dipingere: lì, risaltano i colori, le forme e le proporzioni; usando la penna si rincorrono le immagini che nascono come se fossero neonati che strillano, piangono e si fanno accarezzare e cullare o stupire o impaurire, nel bene e nel male,come occhi al risveglio di un giorno e dell’ ora qualunque.

La scrittura è piantare un albero in un campo da arare

Dopo

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Dopo, guardando le loro facce inespressive ma fitte di ricordi, si misurava l’altezza e poi con la bilancia degli occhi e la pensosità dell’anima li si poteva pesare senza sforzo alcuno: tutti, erano di egual misura, e sul piattone del mercato, in presenza della forza di gravità, ne risultava la stessa quantità numerica. Forse era un sogno sul finire della notte. E la luce, dalle profondità oscure, effonde brulichio, cielo sconfinato di se stessa.

Dopo