Quel figlio di cagna del mio cane Lello

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Quel figlio di cagna del mio cane Lello quando cucciolo lo portarono a casa, all’inizio cioè, non era il mio cane: lo è diventato subito dopo. E fin da piccolo, per fargli fare i suoi bisogni su una traversa assorbente, gli davamo come premio piccole porzioni di barrette che compriamo in un negozio per cani e che chiamiamo biscottini. Prima di iniziare a scrivere ero in cucina a pulire la pipì che ha fatto sul pavimento. Mentre nei giorni scorsi ha fatto cacca e pipì in giro per casa, precisamente tra l’entrata, la cucina e il soggiorno. Cosa sarà mai successo? Come mai ora Lello Spitz non riconosce la traversa assorbente?

Lello è affetto da epilessia. Una decina di giorni fa la Dott. dell’ambulatorio di veterinaria ha confermato ciò che accadde tempo addietro. Il primo episodio capitò circe  tre mesi fa. E dopo tre mesi la crisi si è ripetuta, per cui, ciò ha confermato la prima diagnosi. Ci sono state varie crisi, precisamente una ogni due ore circa e  per due notti di fila. Vedremo …

Quel figlio di cagna del mio cane Lello

12 pensieri su “Quel figlio di cagna del mio cane Lello

    1. E’ attaccatissimo a me. Mi segue dappertutto. Adesso, mentre scrivo è vicino a me. E’ un tipo che vuole stare sempre a casa. Da piccolo molto probabilmente l’ha traumatizzato il distacco da sua madre. Lui così come altri cuccioli che provengono dai paesi dell’Est appena nati vengono strappati dal calore e dalle tette delle mamme per pi essere venduti. E le condizioni in cui viaggiano sono pessime: poco o niente cibo, ammucchiati gli uni sugli altri e senza ricevere acqua. Arrivano affamati e disidratati e pieni di vermi nelle pance e con tanti parassiti addosso. A quelli che smerciano i cani e li tengono in queste condizioni gli si dovrebbe riservare lo stesso trattamento.

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  1. Purtroppo gli animali e i gatti e i cani che sono quelli più vicini a noi e frequentatori nelle nostre vite non hanno il “dono” della parola(così come i muri delle nostre case) e non sono violenti come noi “umani” che li ammazziamo e li smerciamo.

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  2. Ti allego il post di un’amica, forse ti può essere d’aiuto
    .
    Rok è capace di scatenare sentimenti estremi,lui è sempre più in alto di tutti,lui è sempre al di sopra.

    I CLC sono tutti belli,si sa,ma LUI ha quel qualcosa in più che scatena la meraviglia.
    Forse lo sguardo,forse la grazia ,ma emana quel qualcosa che ti meraviglia.
    LUI è allegro,ma non lo fa vedere,è sempre composto,ma capisci che se la ride
    LUI è elegante,cammina sempre come se fosse su una passerella.
    LUI ti guarda dritto negli occhi,da pari.Ti dice siamo uguali,creature,esseri viventi,non umano vs animale.
    LUI mangia in maniera esagerata,con allegria,con golosità,con curiosità,con voracità.
    Le poche cose che non gli piacciono,se gliele offri,non le rifiuta,le prende in bocca,ma poi educatamente,guardandoti di sottecchi,le posa per terra,come a chiedere scusa se non le ha mangiate.
    LUI ama le coccole,ma deve ringhiare,perché un clc grande non deve far vedere che si fa baciare,ma poi ti dà un bacino,e si appoggia a te come un cucciolo.Di 45 chili.
    Marte se deve cadere,lo fa seriamente,si fa i suoi 40metri di burrone cadendo sulle rocce,urlando e guaendo,ti fa perdere 20 anni di vita,fa intervenire i vigili del fuoco di tutta la provincia,viene salvato da amici meravigliosi,che non dimenticheranno mai quel giorno,ma miracolosamente non ha nulla,o quasi.

    Rok è epilettico.

    E l’epilessia di Rok si manifesta con tutta la potenza e l’eccesso che lo caratterizzano.
    Le crisi di sono lunghissime,distruttive,nascono dal profondo inferno in cui stanno a covare per mesi,e si manifestano nel modo più terribile e temibile che si possa immaginare.
    Sentiamo di cani epilettici,che gettano nello sconforto la loro famiglia umana,ma sentiamo parlare di una crisi ogni tanto,con convulsioni.
    Le crisi durano circa un mese,e si manifestano in tutte le forme possibili e immaginabili
    Le urla,le convulsioni,la perdita di qualsiasi liquido umorale,i tremori,l’incoscienza..tutto questo per almeno una settimana nella fase più acuta,ogni mezz’ora circa,giorno e notte.

    Viviamo l’inferno con lui,ne siamo totalmente immersi.
    E ogni volta ci chiediamo che cosa abbiamo fatto agli dei per avere una punizione simile.
    Riemergere è sempre dura.
    Sempre,ogni volta,si dice basta,ci si chiede se è egoismo mantenere una condizione di vita simile,se non sarebbe meglio farla finita.
    Ma poi,quando si riprende,ritorna ad essere lui,ritorna ad essere Rok
    Non è una malattia che si sa lo porterà alla morte con dolore,e quindi sarebbe una mano santa addormentarlo.
    È una malattia seria,ma non mortale.
    Per noi non è vita serena,le limitazioni sono infinite.
    Ma,attraversato l’inferno,ogni volta ringraziamo di averlo con noi ancora.

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  3. Laura ringrazio te, la tua amica per il post e anche Rok, colui che soffre più di tutti, noi cosi come il mio cane Lello, suo amico di sventura. L’ultima crisi di Lello fu davvero dolorosa per lui. Mi sentivo impotente e pieno di rabbia. Vedevo che soffriva in balia di quei tremiti violenti e potevo solo accudirlo: tenerlo steso su un lato, carezzarlo, asciugargli la bava e la pipì. Prima e dopo le crisi rimaneva irrequieto, stranito e perso. Da circa dieci quindici giorni Lello è sotto terapia farmacologica. Nella prima decade del mese prossimo dovrà sottoporsi a un prelievo di sangue per verificare certi valori ematici. E su quei risultati la dottoressa ci dirà darà altre indicazioni. Una volta iniziata la terapia contro l’epilessia, Lello non potrà farne a meno. Da quelle due notti in cui si ripetevano le crisi ogni dure ore, adesso non ne ha più. Però la crisi o le crisi dovrebbero ripresentarsi tra tre mesi. Almeno così ha detto la dottoressa. Fino a pochi mesi fa il trattamento farmacologico per i cani derivava dai farmaci in uso per noi esseri umani. Invece, dal primo ottobre tale farmaco contro l’epilessia è studiato soltanto per i cani. A parte l’ultima crisi che fu traumatica a vedersi ma anche le conseguenze sulla vita di ogni giorno: mi colpì era l’incapacità di Lello di fare le solite cose tra cui cacca e pipì. Poi ti guardava spaesato o come se non riconoscesse l’ambiente e la sua famiglia umana. Ad esempio quando faceva pipì non riusciva ad alzare la zampa. Si reggeva quasi a stento sulle zampe come se avesse problemi muscolari. Infatti non riusciva a salire sul divano o sul letto e se si lanciava giù per scendere cascava rovinosamente a terra. Insomma le crisi epilettiche sono devastanti fisicamente anche dopo che sono finite. Insomma, è stata, nei momenti in cui si è presentata, una lotta tosta. E dolorosa, molto.

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  4. Judith ha detto:

    Ciao Transit. Uno dei miei gatti soffre di crisi epilettiche di grande male. Quandi gli arrivano è per me un momento terribile lui per fortuna pare perderr la memoria dopo ogni attacco di solito dopo 30 min trotterella on giro per casa come se nulla fossr accaduto (per fortuna) ma è sempre una scena che mi strazia… l’ultima gli è venuta mentre dormiva e si è addirittura ferito una zampa. Quindi posso capire benissimo come ti senti.. dicono siano abbastanza comuni nei gatti ma questo non le rende meno brutte quando ti capita

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  5. Lello è il primo cane con cui vivo ogni giorno e scoprire le malattie che affliggono gli animali mi ha sorpreso molto … forse perché non ne avevo mai cresciuti e poi abbiamo una visione degli animali distante e forse distorta. Considerandoli non umani fa si che non ci rendiamo conto ciò che essi vivono e patiscono. Gli animali poi, o li smerciamo o li trattiamo come gingilli o ne facciamo carne da macello o ne abbiamo pietà. Pongo una domanda super scontata e banale e forse retorica: qual è il vero rapporto che dovremmo avere con gli animali addomesticati? Li conosciamo veramente? Per quanto mi riguarda gli animali delle foreste, dei boschi e delle montagne dovrebbero vivere nel loro habitat naturale e non essere catturati per metterli in parchi, zoo e nei circhi a fare i saltimbanchi rincretiniti. Infine se togliamo territorio agli animali non dovremmo chiederci perché a volte ce li ritroviamo vicino ai centri abitati. I gabbiani li vedo svolazzare sopra le discariche e a mangiare scarti della nostra munnezza. Se si cibano dei nostri rifiuti come ad esempio il pane o il rimanente dei primi piatti di sicuro ingrasseranno e faranno fatica a volare. E non potremo nemmeno pensarli in maniera romantica, ammesso che ciò possa salvare loro e noi.

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