Una minuziosa pazienza nel solco di lava

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Devi(o dovresti) munirti di frecce e arco(persino quello di Ulisse quando rientra nella casa di Itaca e trova i suoi acerrimi nemici)e esercitati con una miniziosa pazienza, tessere la tela e leggere: leggere un libro poi un’altro; leggere la vita appena sveglia; leggere gli altri che incontri per strada;leggere i tuoi colleghi quando sei a lavoro: leggere come se tu fossi l’arco e la freccia. E leggere il libro dai fogli bianchi.

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Una minuziosa pazienza nel solco di lava

Carmine Arturo, ‘o figlio ‘e Nuziantina e ‘e patemo Wilhelm Gerace

Succedeva questo:Carmine Arturo il mio fratellastro, che i primi giorni pareva così brutto, col passare delle settimane e dei mesi andava rivelandosi, invece, bello: più bello di me, temo! I suoi capelli, non solo erano biondi, ma anche ricci; e gli si disponevano naturalmente a ciuffetti sulla testa, in una maniera, che imitava alla perfezione una croncina d’oro. Ciò gli dava un’aria di valore  e di aristocrazia, quasi che gli si dovesse un titolo come Altezza, o qualcosa di simile, in grazia e merito dei suoi boccoli. Quando agli occhi , erano neri morati, proprio napoletani; ma, tutto intorno all’iride, erano intrisi di di un azzurro carico, incantato: così che i suoi sguradi apparaivano di un colore nero-azzurro. Di carnagione era chiaro e tutto florido e tondo. I suoi piedi e le sue mani, pur nella loro piccolezza, erano ben fatti, con le dita affusolate;con intorno i polsi, e, ugualmente , alle caviglie, delle specie di braccialetti.

A detta delle donne amiche di N., questi cerchietti naturali, ch’egli aveva sulla carne, erano un segno certo ch’era nato con la fortuna. Difatti, secondo loro, la fortuna d’una creatura si può indovinare dalla bellezza e perfezione di simili braccialetti, di cui tutti i neonati, più o meno, sono provvisti , per la grassezza comune a quell’età. I suoi erano veramente perfetti, e inoltre, sommando quelli che portava al polso e alla caviglia, si aveva il numero tre, che è il re dei numeri.

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Elsa Morante L’isola di Arturo

Carmine Arturo, ‘o figlio ‘e Nuziantina e ‘e patemo Wilhelm Gerace

Nunziatina, ‘a sposa piccerella, e Arturo

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-Sai che facciamo? un giorno prendiamo il piroscafo di Napoli, assieme a tuo padre, e lo andiamo a cercare. Così, tu vedrai pure il porto di Napoli, e i transatlantici;e vedrai pure il Pallonetto, dove sta la mia casa!

-Là al Pallonetto ,- aggiunse grandiosamente,-pure i guaglincielli piccerilli sono tutti calciatori! Là si fanno le partite di fùbballe per tutte le vie! Un marinaio conoscente nostro, che si chiama Andonio, è andato viaggiando per tutte le parti del mondo; e dice che da nessuna parte si vedono pazziare tanti guagliuni come là!

I suoi occhi si posarono su di me, con uno sguardo pieno di rimpianto:- Eh, sarebbe stato bello, – osservò,- al tempo che tu eri piccerillo, essere già parenti fra di noi, come adesso! Così, certamente, si sarebbe saputo subito, nella nostra famiglia, che a te era toccato questo destino: appena nato, di restare senza madre! E allora, saremmo venute, io, mia madre, e la comare, con un bel canestro foderato di piume e seta, e t’avremmo portato là, a casa nostra.

E mi spiegò che a casa sua non mi sarei mai trovato solo, perché la sua casa, a Napoli, consisteva in tutto in una camera, con l’uscio che dava direttamente sulla strada;per cui, seppure uno talvolta poteva rimanere solo in casa, bastava il passaggio della gente a tenergli compagnia.

 

Elsa Morante L’isola di Arturo

Nunziatina, ‘a sposa piccerella, e Arturo

Lasciarsi (non è mai) per sempre

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Ti prego, non partire, la pasta la butto io. Ho preparato anche le melazane a funghetto. E ho comprato una bottiglia di falnaghina bianco, un melone di panna e anche un ananas. Si, mi hai colto mentre facevo all’amore con Teresa, però ha scoperto di essere una regista con i fiocchi. E’ trascora appena una settimana da quando hai messo tutto sui social e il tuo conto in bianco è screciuto. Schifosamente. Ora vuoi farmi diventare un tuo dipendente, il che non mi spiace visto che mi hanno licenziato un mese fa da quel lavoro di schiavo da quattro soldi. Stai lì a rompognarmi però mi chiedi di tradirti ancora con un’altra così da farmi cogliere di nuovo mentre porto a letto la figlia della tua capufficio. Ti ho detto di si, ma che devi aspettare almeno un mese priam che la mia corte vada a buon fine. Mi hai detto che mi davi dieci giorni e un mucchietto di euro. V bene ho detto, ma possiamo farlo anche domani mattina dopo che tu esci di casa per andare a lavoro che ormai lascerai a giorni. Eri strafelice, anche se mi hai detto che con te avevo chiuso. Mi hai chiesto come avrei fatto entro domani mattina quando invece avevamo parlato di almeno dieci giorni. Certo, ti ho detto. Però ci sta quella … ti ho detto. E tu subito hai drizzato le orecchie incuriosita ma anche alquanto spigolosa. Nina, ho detto piano. Per un attimo sei rimasta basita, poi sei esplosa e vilevi picchiarmi e mi ha mandato al diavolo. Ho preso la giacca e stavo andando via, ero sull’uscio quando mi hai chiamato. Roberto, ha detto. Va bene, hai detto. Ci stò, hai detto. Eh, Roberto, puntualità, hai detto.

Lasciarsi (non è mai) per sempre

Anna e le sue sorelle gemelle

Con tutte quelle anna c’era da confondersi: si chiamavano tutte Anna nonostante fossero gemelle. Pensai fosse uno scherzo per prendersi gioco di noi. Era difficile distinguerle. Mi innamorai di Anna e lì iniziarono i miei guai. Forse non ci crederete ma anche noi cinque siamo gemelli, allora e oggi, tra l’altro nessuno di noi è andato all’estero, morto o cosa:son cose che capitano. Ci sono cose che ti tengono più che mai legato e piantato a terra. E furono le Anna a giocare un fattore decisivo alla nostra permanenza nella vita. L’Anna che mi tocco a me, nel senso che me ne innamorai, mi svelò l’unico segno che la distingueva dalle altre sorelle gemelle. Noi eravamo cinque e loro, le De Martino, sei. Anna disse che i genitori anch’essi gemelli avevano dato a ognuna di loro un numero cronologico e progressivo, quindi le avenao dichiarte all’anagrafe come Anna 1, Anna 2 e così via. I nostri genitori invece ci avevano dichiarato solo con i rispettivi nomi. Questo anche per evitare classificazioni di tipo numerico che avrebberopotuto danneggiarci. Feci una domanda indisceta ad Anna, le dissi qual era e se esisteva, un particolare che la differenziasse dalle sue ciunque sorelle gemelle, disse:<< Ho un neo sul cuore.>>

Non potei trattenere scoppi di ridere, nervose. Ma ne rimasi anche turbato. E frastornato. Al mistero si aggiungeva altro mistero. E poi ero anch’io un gemello. E se mi fosse stata fatta la stessa domanda da altre o da Anna(quale Anna numerica? chi amavo tra loro?)mi sarei sentito ridicolo oltre che un burlone a buon mercato e poco arguto o forse … insinuante. Quando Anna e io ci incontravamo e stvamo insieme cercavo sempre di vedere e guradare il suo cuore, ma in un modo e nell’altro risultava difficile. E lei, vedendomi costernato disse:<<Vedrai il neo in corrispondenza del tuo amore.>>

 

Anna e le sue sorelle gemelle

Quando lei coglie lui sul fatto e il rapporto, nella testa, va in frantumi

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Be’, la prima cosa da fare era riprenderli con una video camera o un cellulare, senza distrurbali. Che lui l’abbia sposata e ricevuto anche due bambini significava amore. Ed è stato questo amore anche di natura erotica, sensuale e passionale a farti mettere da parte e a far scegliere quella che muoveva la testa. Nelle coppie istituzionalizzate(e anche no, perché anche loro sono coppie e si sa che prima o poi la coppia scoppia)pende sulle teste sempre una spada di Damocle: l’abitudine in tutti i sensi; anche farlo sempre a letto o sulla lavatrice o in piedi dietro la porta di casa può alla fine infliggere noia. Forse tra voi due era subentrata la noia e qualcosa si era inceppato. L’unica cosa negativa è stata quella non tanto di coglierlo sul fatto, piuttosto di coglierlo a casa vostra. E credo che lui abbia anche valutato inun momento di lucidità che tu avresti potuto scoprirli. Qui però sorgono spontanee e non spontanee altre domande:1)Voleva di sicuro risparmiare sul bilancio famigliare pagando una camera d’albergo;2)Farlo a casa vostra e nel vostro talamo inviolato molto probabilmnete aumentava sia l’eros che la spinta dei sensi e della carne che comunemente è debole di suo;3)Farlo a casa vostra nel vostro nido d’amore significava anche prendere le distanze da te e dal modo con cui facevate l’amore. Il tuo ex lui non si riconosceva e non preneda più da te quello che prendeva agli albori del vostro innamoramento e relativo matrimonio. Dire non mi spiego cosa sia successo, equlvale a dirsi di non volere ammettere che un amore, in questo caso il vostro, sia potuto naufragare per la semplicità delle cose in sé. Anche se lui, ipotesi lontana ma mai impossibile, tornasse da te, la cosa risulterebbe anch’essa semplice.

Quando lei coglie lui sul fatto e il rapporto, nella testa, va in frantumi