America, Statua della Libertà, migranti

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Vengano a me quelli che son stanchi,
quelli che son poveri,
le vostre folle ammassate assetate
d’aria pura,
i miserabili rifiuti delle vostre terre
sovrappopolate
mandateli a me
quei senza patria sballottati dalla tempesta
io levo la mia lampada presso la Porta d’Oro

ma nello stesso tempo erano entrate in vigore una serie
di leggi per controllare, e poco più tardi contenere
l’afflusso degli emigranti

nel corso degli anni le condizioni di ammissione
divennero sempre più rigide, e a poco a poco,
si richiusero le porte di quest’America favolosa,
di quest’eldorado dei tempi moderni dove, così
si raccontava ai bambini in Europa, le strade erano
lastricate d’oro, e la terra era così vasta e così generosa
che tutti potevano trovare il loro posto.

Emma Lazarus.

[Georges Perec, Ellis Island. Storie di erranza e di speranza, traduzione di Maria Sebregondi, Milano, Archinto 2017, pp. 62, 63]

America, Statua della Libertà, migranti

Cose incredibili che accadono almeno una volta…probabilmente anche di più

Quadro e particolari di un opera di Caravaggio

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C’era questa mia amica che aveva una storia con uno che stava, diciamo, a Milano come a Firenze, Torino,  Napoli, Palermo e Cagliari … Quando lei stava nella sua città natale e in cui viveva fin dalla nascita, voleva andare a Milano o Firenze o Bologna o Napoli o Palermo o Cagliari … E ci andava. Poi una volta lì, sentiva nostalgia della sua città e voleva ritornare. Ecco, questa è la storia che per un certo periodo visse la mia amica.

Cose incredibili che accadono almeno una volta…probabilmente anche di più

pianeti, diseguaglianze e stati di parole Work in Progress(semmai sottrarre…)

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La differenza tra umani e animali è la luce, le visioni, il sonno, il buio, forse, la parola.

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Mia madre e mio padre si accoppiavano spesso e la prole cresceva in numero e cipiglio.

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Poi è successo una cosa strana. Mia madre e mio padre si sono accoppiati per l’ennesima volta. E dopo nove mesi sono nati io così come mi vedete in quest’ultima foto. La cosa strana, davvero stranissima, non è il fatto che mia madre e mio padre si accoppiarono e spararono le ultime cartucce nella crescita di un altro essere vivente, ma che da un umano, mio padre e una scimmia, mia madre, nascesse non una via di mezzo tra un uomo e una scimmia ma di questi casi il mondo è strapieno a milioni. Qui sono io, il gatto gattone dagli occhi bellissimi quasi fosforescenti.

Poi da qualche parte, precisamente dove, ma quando non saprei, ho letto quanto segue:

La differenza se così possiamo chiamarla tra l’uomo e l’animale consiste nell’attribuzione dell’anima … che poi l’anima spetterebbe, a rigor di termini, agli animali visto, letto e scritto che li definiamo anima-li. La differenza tra l’uomo e l’animale è che fino a cinque sei anni … cioè fino al giorno del primo giorno di scuola … siamo uguali; ovverosia senza alcun tipo di istruzione istituzionale, per cui dal quel fatidico diseducativo primo giorno di scuola strada poi diverge, ma non certo prima del fatidico ingresso tra i banchi, infatti c’è per entrambi, l’umano e l’animale, inizia a praticarsi, nel bene e nel male, anche se dovrebbe essere solo nel bene, ma si apre il mondo di un’altra scrittura e lettura …

E un’altra oralità che si manifesta alla pari, più con la parte interna che quella esterna, a quel punto ci differenziamo perché noi umani impariamo a leggere e a scrivere, oltre che affiniamo e miglioriamo quando parliamo e scriviamo, sicché noi parliamo gli animali no. E non mi si venga a dire che gli animali hanno un modo di parlare tutto particolare. Be è come se dicessimo che i sordi(non più sordi perché muti, semmai è il contrario) imparano a parlare a gesti e che, a quel punto, anche loro come gli animali hanno un loro linguaggio alternativo: d’accordo, ma, esattamente, non è la stessa stessa cosa. La parola è tale perché fonetica, sonora e direi urlata, musicale, gridata e cantata.

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Cibo, amore e sesso.

Diciamo pure che lei cucina bene. Questo però non mi impedisce di cambiare menù. Se ad esempio mi fa mangiare aragosta tutti i giorni, be’ non ti nascondo che a volte preferisco panino e mortadella o provola affumicata che qui dal caseificio dove vado è davvero deliziosa. Contorno di pomodori all’insalata e ti arrecrei(ti consoli). Dire ad esempio quando mangi Me song’ arrecriato è come se dicessi Ho fatto all’amore e mi sono consolato.

Sei bello, chiedono.

Sono bellissimo. Tieni presente gli attori più belli, accanto a me sfigurano. Sono talmente bello che quando vado a qualche parterre tipo Cannes e roba del genere, mi scansano per fare una figuraccia. E quando esco di casa e passeggio a piedi e incrocio ragazze e donne nel vedermi e sfiorare svengono. A me spiace. Non riesco a soccorrerle tutte. E poi fingono di respirare male. e sono costretto a fare la respirazione bocca a bocca. Sarà perché ho un odore che le le attira e le ubriaca. Figurati che se per un mese non mi lavo sono un fiore di maggio. Insomma odore, giuro. Qualche volta vengo lì da te e ti faccio odorare la mia pelle e le ascelle. Ho anche i sali, eh. Adesso, immaginandomi, non svenire. Potresti andare di nuovo al pronto Soccorso. Sempre quattro baci, ne.

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E ‘ colpa tua se un attimo non finisce mai

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E’ colpa tua.

Se un attimo non finisce mai e dentro sono sottosopra.

E’ colpa tua.

Se la magia dei tuoi occhi illuminano la mia malinconia.

E’ colpa tua.

Se una giornata grigia e piovosa non fa l’intero inverno.

E’ colpa tua.

Se mamma e papà mi mandano a comprare il vino da te.

E’ colpa tua.

Se gli anni si mischiano e passano e tu ti chiami amore.

E’ colpa tua.

Se vado da Pasquale a Santa Chiara e parlo ancora di te.

E’ colpa tua.

Se sogno di baciarti e il tuo cane Ricky si mette in mezzo.

E’ colpa tua.

 

 

 

E ‘ colpa tua se un attimo non finisce mai