Incidente, feste di Natale in ospedale e dopo nove giorni il ragazzino investito viene operato, accanto al letto siede sua madre, anche lei ha il volto sofferente

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Aldo entra nella stanza numero 3 come se insieme alle sue gambe ci fossero altri che lo spingevano o forse era solo l’altra parte di sé che lo spingeva a interessarsi del ragazzino operato in mattinata. Biondo e occhi azzurri, l’occhio destro che svirgolava di lato, semi seduto, con le spalle allo schienale e gli occhi che si aprivano e si chiudevano sotto la pressione del dolore. E invocava la mamma. E lei lo guardava affranta e con un cenno di sorriso. Lui cercava requie ma dopo un intervento chirurgico, specie alle ossa, la soglia di sopportazione è bassa, si soffre molto. Voleva piangere. Al momento non gli riusciva.

-Come sta questo piccolo?- disse Aldo.

-Si lamenta, gli fa male il braccio e il polso destro.-

-Lucio ieri camminava in corridoio e nelle stanze, adesso sei fermo a letto.-

-Meglio ieri anche, almeno non soffrivo come adesso.- disse Lucio.

-Come è successo, è caduto giocando a pallone ?- disse Aldo rivolta alla madre.

-E’ stato investito. Ci ha avvisato lui col telefonino.-

-E semmai … l’investitore è anche scappato.-

-Proprio così. Però, spero gli capiti una cosa peggiore.-

-Sarà è scappato perché non era assicurato.-

– Anche ad altri due ragazzi della stanza 4 è successo la stessa cosa. Investiti e non soccorsi. Davvero gente cattiva ed egoista.-

-Un’altro po’ di pazienza. Poi tra qualche giorno andate via dall’ospedale e potrà stare tranquillo a casa con la famiglia e i suoi amici. Poi, andranno a giocare a pallone.-

-No, non sa giocare e non gli piace il calcio.-

-E non pratica nessun altro sport, ad esempio la piscina? –

-No, niente.-

-E allora lo facciamo giocare alla playstation.-

-Si, quella si.- e mentre Aldo esce dalla stanza, i due sorridono, scambiandosi il dolore.

Lucio ha trascorso le ore dopo l’intervento e l’intera notte soffrendo e lamentandosi del dolore al braccio. -Purtroppo, dice sua madre, non gli hanno dato farmaci antidolorifici. Un infermiere mi ha detto che in questi casi una pompa antalgica che duri almeno dodici o ventiquattro ore allevierebbe di molto il post operatorio. Verso le 12 è passato il primario che ha praticato una prima medicazione e ha detto che i punti di sutura, ben settanta, sono infettati. Più lo vedo soffrire e più mi sento male. -Ieri è venuto suo padre che ormai non vive più con noi, due minuti e subito è andato via.-  dice Maria. E piange.

 

 

Incidente, feste di Natale in ospedale e dopo nove giorni il ragazzino investito viene operato, accanto al letto siede sua madre, anche lei ha il volto sofferente

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