Probabilmente siete capaci di capire una cosa stranissima a cui ho assistito o partecipato o forsemente sognato, al sole.

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Probabilmente siete capaci di capire una cosa stranissima a cui ho assistito o partecipato o forsemente sognato, al sole. Anch’io ad esempio a distanza e a mente fredda mi dico che non può essere che due mastodonti, due costrizioni di centinaia e centinaia di secoli e secoli fa abbiano fatto o meglio detto o comunicato ciò che direttamente ho ascoltato.

Si, sono ancora qui a pensare e a dirmi daventi allo specchio della meditazione che non può essere. Eppure non ho bevuto vino o altro, infatti sono astemio. E allora, cosa sarà stato? I fumi tossici nell’aria? L’inquinamento delle falde acquifere con concentrazioni elevate ma nella norma per il comune di questo e quel elemento? O le esalazione sparse qua e là?

O forse perché lei, Cecilia, è andata via? Se fosse così cosa dovrei pensare che Cecilia mi ha intossicato sia il fegato, il cuore ma anche l’anima?

No, laboratoriamente parlando, non è così. non può essere nella maniera più assoluta. Ho fatto anche una routine completa delle analisi del sangue e delle urine, tipo creatinemia e anche le transaminasi per la funzionalità epatica, tra l’altro l’ammoniaca è nei limti.

Quindi.

Ho detto al medico che col pensiero ero laggiù ai lati delle piramidi più famose al mondo.

Cosa vuoi che sia, mi ha detto.

Gli ho detto pure cosa ho mangiato quando mi sono destato o forse mentre passeggiavo nel bosco. Lui mi ha gutadato dopo aver letto le analisi e ha detto:-Tutto a posto. Le piramidi non c’entrano nulla. Forse è un po’ di affaticamento mentale. Ecco tutto. –

E così non ha creduto a una parola a ciò che gli ho raccontato. Eppure per me è vero.

Ho sentito con le mie orecchie, tra l’altro pochi giorni fa mi hanno praticato un esame audiometrico e sia gli alti che i bassi sono nella norma. Il neurologo ha picchiettao appena sotto la rotula e le gambe hanno mostrato ottimi riflessi.

Le piramidi egize parlavano come due donne sui lettini in riva al mare.

Direte voi, ma allora è stata la partenza di Cecilia per l’Egitto a farti avere un miraggio.

Si, sarebbe bello una cosa così e dare la colpa a lei o comunque motivare l’origine di tutto ciò, creduto vero o verosimile con la partenza di Cecilia(insieme all’amante?)scatenando il malessere e l’illusione della discorsività tra due piramidi che non sono altro che una costruzione vecchiotta di mattoni su mattoni tipo i mattoncini della Lego.

Avete ragione non una ma cento e più volte.

Ho chiesto alla sfinge, ma, altro enigma, non parla; tace e, non lancia indizi o messaggi.

Però, le piramide sono laggiù, insieme alla Sfinge e Cecilia non è mai esistita.

 

 

Probabilmente siete capaci di capire una cosa stranissima a cui ho assistito o partecipato o forsemente sognato, al sole.

L’assisitito e la macchia(d’olio?) sulla maglietta

Edgar Degas

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Renè Degas

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Marguirite Degas

C’erano uomini e donne nello studio del medico. Dopo le 8.00 di mattina. Da una settimana il dottore Silvio Vitiello ha cambiato orario. Ha detto che per quarantadue anni ha sempre aperto lo stdio alle 6.30 del mattino. Così il signor Filippo Porta gli aveva chiesto della novità a se avesse dei problemi di salute, anche perché l’aveva visto più magro, allampanato e una faccia smunta e il dottore si era limitato a dire: -Si.-

Prima che il dottore Silvio arrivasse allo studio, fuori al palazzo c’erano ad attenderlo almeno dieci persone tra uomini e donne. Tra le donne, cinque per la precisione, si notava poco o nulla, mentre tra gli uomini ce n’era uno che aveva detto, mentre parlava con un altro  assistito, che aveva cinquantadue anni. Insieme a un’altro signore, lui era il più alto. E aveva un po’ di barba e capelli corti e qua e là spruzzati di grigio. Poi è venuta una signora e si sono salutati baciandosi sulle guance.

Questo signore che diceva di aver affitttao la casa di sua madre si distinguieca la maglietta buianca a mezze maniche, per fortuna anche se faceva fresco, era una bella giornata di cielo azzurro e sole splendente, e si notava sul lato destro più basso del petto una macchia, probabilmente d’olio, grande quanto una cento lire di una volta. Lui forse lo sapeva e non se ne curava. Ecco, forse, se si va dal medico per essere sottoposti a una visita o chiedere dei medicinali, bisognerebbe, prima di uscire di casa, curare la maglietta o la camicia, altrimenti gli altri e il medico stesso penseranno che non ti curi.

L’assisitito e la macchia(d’olio?) sulla maglietta

Sopra la terra e sotto la terra. La luce del giorno e l’oscurità e ll’anema. Stazione del metrò di via Toledo a Napoli. Dentro i vicoli e le piazze la street art dei ragazzi. Tra chi va in chiesa e chi vive in strada. E la fatica di vivere tra l’amore per la città, il lavoro da ricattati e la disoccupazione: c’è chi parte ma soffre; c’è chi resta ma è triste. Ma che sortisce lo slancio empatico per il cane. Solo come gli altri suoi simili nell’intera città. E non s’ode il canto del gallo per svegliarsi tutti e incamminarsi.

Stazione del metrò di via Toledo a Napoli

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Sopra la terra e sotto la terra. La luce del giorno e l’oscurità e ll’anema. Stazione del metrò di via Toledo a Napoli. Dentro i vicoli e le piazze la street art dei ragazzi. Tra chi va in chiesa e chi vive in strada. E la fatica di vivere tra l’amore per la città, il lavoro da ricattati e la disoccupazione: c’è chi parte ma soffre; c’è chi resta ma è triste. Ma che sortisce lo slancio empatico per il cane. Solo come gli altri suoi simili nell’intera città. E non s’ode il canto del gallo per svegliarsi tutti e incamminarsi.

Sul viso della strada lieve è la tua vita. E siete tanti e, non siete calca, siete il mare. Siete specchi che camminano con le ali. Siete oggi, siete il mondo, siete il sole, siete l’acqua. Gli occhi riflessi perpetuano.

Quadri di Telemaco Signorini

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Sul viso della strada lieve è la tua vita. E siete tanti e, non siete calca, siete il mare. Siete specchi che camminano con le ali. Siete oggi, siete il mondo, siete il sole, siete l’acqua. Gli occhi riflessi perpetuano.

L’amore è una stella nascosta

Quadri di Gabriele Smargiassi

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L’amore è uno solo,

(ma sei sempre lì a smentirlo).

Non importa se ne hai avuto pochi

o molti o nessuno.

Se non ne hai avuto allora

per forza che l’amore è uno,

ma uno ha dalla sua le sfaccettature

dei corpi e dei sorrisi fermi.

Il fatto è che l’amore si è perso.

E’ come guardare le stelle.

Se hai avuti molti amori

probabilmnete non ne hai avuto

nessuno.

E nessuno è ciò che ricordi di più.

Ci sono stelle, laggiù, che non brillano.

Si celano all’occhio nudo.

L’amore, in fondo e, specie alla fine,

è una stella nascosta.

L’amore è una stella nascosta

Il sogno è invisibile come il pensiero di te. Ma siamo materia che necessità materia. Nulla stinge nella terra che ci accoglie anche nell’aria fosca di vento. E quando il dardo scocca il desiderio é chiamato dono come a liberare la nascosta follia di noi.

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Il sogno è invisibile come il pensiero di te. Ma siamo materia che necessità materia. Nulla stinge nella terra che ci accoglie anche nell’aria fosca di vento. E quando il dardo scocca il desiderio é chiamato dono come a liberare la nascosta follia di noi.