Nella testa di Nella il piano era perfetto

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Nella testa di Nella il piano era perfetto. Al momento nessuno sospettava nulla. In fondo nessuno dei parenti e degli amici e anche dei colleghi potevano pensare ciò che lei architetteva e che da lì a poco avrebbe messo in atto, fino a raggiungere, caparbiamente, un duplice obiettivo. Suo marito Alberto non sapeva e tantomeno si sarebbe sognato di contestarla, bisticciare e lasciarla. Poi sarebbe arrivato anche per lui il momento di schierarsi e, di conseguenza, fare una scelta. E se c’era un succube in quel rapporto era lui e non certo Nella. E non ci sarebbero state né violenze né vittime. Anzi, semmai il contrario. Però, bisognava stare attenti. E non dare nell’occhio né mostrare qualche debolezza nei rapporti delle solite convezioni quotidiane. Certo, la questione era molto delicata. Ormai lei aveva deciso. Voleva ciò che le mancava. E sapeva bene anche che quando avesse raggiunto l’obiettivo stabilito, non avrebbe rininciato ai propri amanti occasionali o quelli di cui si innamorava e di cui non poteva assolutamente privarsi.

Nella testa di Nella il piano era perfetto

La storia di Mirian Leti e Lorenzo Berti.

 

Sei dietro la porta. Sei in ansia. E aspetti. Sento che tremi e hai paura. Non capisco. Forse qualcuno è entrato in casa minacciandoti. O con l’inganno perché già conoscevi e gli hai aperto la porta. Mirian spero che non sia successo niente e che sono solo cattivi pensieri i miei. Le luci di casa sono accese. E poi avresti potuto telefonare a me come alla polizia. Un’ora fa ti ho contattata ma niente? Si, confesso che sono molto preoccupato. Ho aperto la porta c’è un gran silenzio, un silenzio freddo. Miriam, dove sei? Miriam sei in cucina con lo stereo acceso o in bagno sotto la doccia? Penso a quello stupido video di musiche intitolato, credo ironicamente, Musiche per piangere. Ecco, se c’è una cosa che non voglio fare è piangere. E poi perché dovrei farlo? Ho una moglie molto bella, sensuale e dal carattere allegro ma certo non stupido e civettuolo, e forse non a caso, invidiate da tutti. Adesso basta con queste sciocchezze. Attraverso l’ampio soggiorno, vado in cucina per la cena, ma è tutto in ordine. Sarà ad asciugarsi i folti capelli neri. Oh, i suoi fianchi e le dita delle mani. Gambe affusolate che accarezzandole esaltano la mia segreta gelosia. Anche in bagno è tutto in ordine. Forse è scesa in cantina per scegliere una bottiglia di vino bianco da mettere in frigo. Miriam, amore sei giù in cantina. Dai, ti prego rispondimi, non tenermi sulla corda. Oh, mio Dio, no!, ti prego, no! noo! dimmi che vaneggio, dimmi che quella non è lei? Miriam, immenso amore mio, perché l’hai fatto? E quella fune con il cappio mai avuta in casa nostra. Ti prego, ti scongiuro, Dio mio, dimmi che è solo una terribile allucinazione. Miriam non avrebbe mai fatto una cosa del genere, amava sia la vita che la vita. Amore, cos’è tutto quel sangue che gocciola dal tuo corpo? Adesso sciolgo tolgo quella corda intorno al tuo collo e ti adagio sul letto. No, cosa dico: no, non posso. Sono esausto. Pronto carabinieri? Venite, mia moglie Miriam, pende da una trave.

La storia di Mirian Leti e Lorenzo Berti.

Quando sono morto, adesso lasciamo stare come, più loro piangevano, più a me veniva da ridere. A un certo punto me la sono fatta sotto e mi facevano male le mascelle e ho gridato: “Adesso basta. Voi siete vivi, diciamo, e io sono morto, ma non ragiono più come voi.” C’era chi voleva rispondere, reagire, per fortuna è finita lì. Ogni morte è la sua passione.

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Quando sono morto, adesso lasciamo stare come, più loro piangevano, più a me veniva da ridere. A un certo punto me la sono fatta sotto e mi facevano male le mascelle e ho gridato: “Adesso basta. Voi siete vivi, diciamo, e io sono morto, ma non ragiono più come voi.” C’era chi voleva rispondere, reagire, per fortuna è finita lì. Ogni morte è la sua passione.

Hai tutte le fonti di vita e non ne disponi per vivere. E lasci che le stelle rimangano ferme. C’è una chiave in noi per ogni granello di sabbia.Tu che attraversi i nostri corpi e i sensi lascia che il cielo nidifichi.

Quadri di Andrew Wyeth

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Hai tutte le fonti di vita e non ne disponi per vivere. E lasci che le stelle rimangano ferme. C’è una chiave in noi per ogni granello di sabbia.Tu che attraversi i nostri corpi e i sensi lascia che il cielo nidifichi.

Una piuma del popolo curdo è caduta a riva: è bagnata e non vola più. E il poeta Dogan Akcali dice:”Il tempo è in silenzio.”

Il piccolo Alan Kurdi, bambino kurdo morto annegato dopo aver preso un taxi del mare.

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E l’assassino è venuto con la morte/e la morte ha conosciuto il suo tempo./Il tempo è già

in silenzio./Sul tempo ci sono macchie di sangue./Sul tempo ci sono le tracce dei

proiettili./ E la pace è stata colpita/l’uomo di pace è stato colpito/ i piccioni della pace

sono stati colpiti./Il giorno ha cominciato a piangere/ il sole ha taciuto/ed il tempo si è

vergognato di sé./L’assassino è abituato ad uccidere./ E ora a chi tocca?”

 

“Il tempo è in silenzio” del poeta curdo Dogan Akcali.

 

 

Una piuma del popolo curdo è caduta a riva: è bagnata e non vola più. E il poeta Dogan Akcali dice:”Il tempo è in silenzio.”

Il Cile ieri. Il Cile oggi. Il Cile tra un’ora.

Quadri di Mario Tapia

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Il Cile di Allende. Il Cile sotto il tallone del generale dittatore fascista. Il Cile degli Inti Illimani canto di popolo. Il Cile El pueblo unido jamàs serà vencido. Il Cile di ieri il Cile di oggi. Il Cile di un milione e più che invade le arterie della vita. Il Cile in rivolta perché gli haano tolto persino un acino di pepe. E’ da quel momento i cileni scendono nelle piazze: fiume, storia e rivoluzione. Dal Cile tra le tre di ieri e le sei di oggi il blog ha ricevuto nove visualizzazioni. Scambio di solidarietà dal Cile a Napoli andata e ritorno.

Il Cile ieri. Il Cile oggi. Il Cile tra un’ora.