Il mio canto per te è essenza, musica di cielo e di mare e di galassia.

Immagini di Ricardo Demurez

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Il mio canto per te scintilla anche quando cade la notte.

E le parole cercano il nucleo che la strada ha smarrito.

E tu ma anche noi due…sappiamo dove posare gli occhi.

Mai come in questo vedere i pensieri sono carne di vita.

Così le stelle che stringono l’anima senza farne prigione.

 

 

Il mio canto per te è essenza, musica di cielo e di mare e di galassia.

Tre, il numero perfetto. L’ho letto da qualche parte ma poi non ricordo mai il perché della sua esattezza filosofica ma ancor più matematica. Potrei anche fare un salto in internet e aggiornarmi. ‘O nummero tre me fa arricurdà a: Isso, essa e ‘o malamente; e ‘o malamente è ‘o cattivo d’a situazione: praticamente devi stare sempe cu ll’uocchie apierto, chesto pecchè nun te può maie fidà. Appena ti giri ti tradisce, ti vende, di disconosce. ‘O tre è ‘o nummero perfetto e se succede qualcosa che non va, non è colpa d’o Tre, ma ‘e ll’essere umano, femmena o ommo che sia. Sono andato in libreria per regalarmi tre libri di cui due li avevo prenotati già quattro giorni prima di Natale. Non li avevano e così ho preso il terzo chiesto stamattina che ho comprato. E di Isso, Essa e ‘o Malamente in vita sono rimasti Isso e ‘o Malamente. Isso a Essa, cioè ‘a mugliera, l’abbuffava di mazzate, poi l’ha uccisa pecché Essa si era nnammurata d’o Malamente che voleva vivere insieme a Essa. ‘O malamente è stato il marito, ma ‘o Malamente originale era nu killer a pagamento. Tre ‘o nummero perfetto. Forse perchè tutto risale alla Trinità. Prima della Trinità col Tre non ci stava niente, al massimo la solita tresca di amore, corna e sangue. Lei ama un’altro e il marito gelosa ammazza lei e in certi casi anche lui, nonostante le ripetute denunce alla polizia che alzava le spalle e faceva orecchie da mercante. E tutto intorno il deserto: il Tre perfetto non si trova nanche col lanternino. Da piccolo, con le bugie e le promesse, riuscivo a vedere sia Dio che Gesù quand’era bambino perchè a furia di chiamarlo per giocare lui ci cascava sempre e veniva di corsa. Dio riuscivo a farlo venire fuori facendo leva suoi suoi sensi di colpa rispetto ai suoi genitori ulracentenari malconci e ammalati e anche per i bambini che soffrivano la fame appena nati e sfortuna della sfortuna non avevano nemmeno i genitori, per cui ecco che l’Onnipotente si palesa tutto contrito e con la testa bassa come uno scolaro che non ha fatto i compiti perché sua nonna è morta per la ventesima volta. Invece chi non sono mai riuscito a far venir fuori era lo Spirito Santo: na capatosta senza pari. Anche quando dicevo che lui non esisteva perchè non a caso si chiamava Spirito. Insomma alla fine anche il Tre, numero perfetto mostra le sue crepe o teorie e narrazioni costruite sul nulla.

Quadri di Andrew Wyeth

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Tre, il numero perfetto. L’ho letto da qualche parte ma poi non ricordo mai il perché della sua esattezza filosofica ma ancor più matematica. Potrei anche fare un salto in internet e aggiornarmi. ‘O nummero tre me fa arricurdà a: Isso, essa e ‘o malamente; e ‘o malamente è ‘o cattivo d’a situazione: praticamente devi stare sempe cu ll’uocchie apierto, chesto pecchè nun te può maie fidà. Appena ti giri ti tradisce, ti vende, di disconosce. ‘O tre è ‘o nummero perfetto e se succede qualcosa che non va, non è colpa d’o Tre, ma ‘e ll’essere umano, femmena o ommo che sia. Sono andato in libreria per regalarmi tre libri di cui due li avevo prenotati già quattro giorni prima di Natale. Non li avevano e così ho preso il terzo chiesto stamattina che ho comprato. E di Isso, Essa e ‘o Malamente in vita sono rimasti Isso e ‘o Malamente. Isso a Essa, cioè ‘a mugliera, l’abbuffava di mazzate, poi l’ha uccisa pecché Essa si era nnammurata d’o Malamente che voleva vivere insieme a Essa. ‘O malamente è stato il marito, ma ‘o Malamente originale era nu killer a pagamento. Tre ‘o nummero perfetto. Forse perchè tutto risale alla Trinità. Prima della Trinità col Tre non ci stava niente, al massimo la solita tresca di amore, corna e sangue. Lei ama un’altro e il marito gelosa ammazza lei e in certi casi anche lui, nonostante le ripetute denunce alla polizia che alzava le spalle e faceva orecchie da mercante. E tutto intorno il deserto: il Tre perfetto non si trova nanche col lanternino. Da piccolo, con le bugie e le promesse, riuscivo a vedere sia Dio che Gesù quand’era bambino perchè a furia di chiamarlo per giocare lui ci cascava sempre e veniva di corsa. Dio riuscivo a farlo venire fuori facendo leva suoi suoi sensi di colpa rispetto ai suoi genitori ulracentenari malconci e ammalati e anche per i bambini che soffrivano la fame appena nati e sfortuna della sfortuna non avevano nemmeno i genitori, per cui ecco che l’Onnipotente si palesa tutto contrito e con la testa bassa come uno scolaro che non ha fatto i compiti perché sua nonna è morta per la ventesima volta. Invece chi non sono mai riuscito a far venir fuori era lo Spirito Santo: na capatosta senza pari. Anche quando dicevo che lui non esisteva perchè non a caso si chiamava Spirito. Insomma alla fine anche il Tre, numero perfetto mostra le sue crepe o teorie e narrazioni costruite sul nulla.

Probabilmente la prima cosa che muore in un essere umano è l’anima, il corpo viene solo dopo anche se nasce disgiunto dall’anima. Se un essere umano è ridotto come un lastrico cosa mai potrà brillare, dirsi vita, sperare o nutrire l’anima? Sperare non è affatto una cosa volitiva, anche se umanissima, ma semmai corda d’impiccato. L’attesa e la speranza sono forse vita che si dispiega? Guarda, la vita si sfila. Con la speranza non si costruisce nulla. Per il momento le cose vanno così come fosse un quadro di confini in cui scrivi chiuso. L’anima è come la luna? No, è uno schermo scuro, dipende da ognuno darle vita o farne una teca. Chissà se l’anima ha un nome proprio per noi tutti. L’anima è come Dio, non riesci a vederla. L’anima è un invenzione ma neanche un terno al lotto: lì, se giochi, c’è il rischio che la prendi. L’anima si trucca sempre. Ci sono i colori che le combina a caso. C’è differenza tra l’anima dentro e quella che salta fuori quando le pare? “Sciocchezze”, si dirà. Nelle donne l’anima ha un nome di maschio e negli uomini invece l’anima ha un nome di femmina. Chissà perchè molto spesso il corpo della donna con il maschio ci rimette la vita: lì potrebbe intevenire l’anima. Forse la donna ha nostalgia del maschio dentro di sé e quando lo incontro nel mondo reale crolla tutto così l’anima muta e silente.

Quadri di Artemisia Gentileschi

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Probabilmente la prima cosa che muore in un essere umano è l’anima, il corpo viene solo dopo anche se nasce disgiunto dall’anima. Se un essere umano è ridotto come un lastrico cosa mai potrà brillare, dirsi vita, sperare o nutrire l’anima? Sperare non è affatto una cosa volitiva, anche se umanissima, ma semmai corda d’impiccato. L’attesa e la speranza sono forse vita che si dispiega? Guarda, la vita si sfila. Con la speranza non si costruisce nulla. Per il momento le cose vanno così come fosse un quadro di confini in cui scrivi chiuso. L’anima è come la luna? No, è uno schermo scuro, dipende da ognuno darle vita o farne una teca. Chissà se l’anima ha un nome proprio per noi tutti. L’anima è come Dio, non riesci a vederla. L’anima è un invenzione ma neanche un terno al lotto: lì, se giochi, c’è il rischio che la prendi. L’anima si trucca sempre. Ci sono i colori che le combina a caso. C’è differenza tra l’anima dentro e quella che salta fuori quando le pare? “Sciocchezze”, si dirà. Nelle donne l’anima ha un nome di maschio e negli uomini invece l’anima ha un nome di femmina. Chissà perchè molto spesso il corpo della donna con il maschio ci rimette la vita: lì potrebbe intevenire l’anima. Forse la donna ha nostalgia del maschio dentro di sé e quando lo incontro nel mondo reale crolla tutto così l’anima muta e silente.

Il libro che ho letto e l’altro che leggerò, contengono milioni di parole come i tuoi occhi. Affido a loro l’incidere dei miei passi, i respiri e gli sguardi nella vita, il mondo tutto, lo splendore di una stella, l’anima che sonda l’oscurità perché altro non sono che la tua presenza accanto a me come una poesia che non finisce mai.

 

 

 

Il libro che ho letto e l’altro che leggerò, contengono milioni di parole come i tuoi occhi. Affido a loro l’incidere dei miei passi, i respiri e gli sguardi nella vita, il mondo tutto, lo splendore di una stella, l’anima che sonda l’oscurità perché altro non sono che la tua presenza accanto a me come una poesia che non finisce mai.