Un romanzo è come una casa vuota: c’è chi tenta di riempirla, chi sta alla finestra e chi aspetta domani e ancora domani. O aspetta il panariello che scenda dal cielo. O una passeggiata sull’abisso.

Naples Seguici diventa nostra fan ed entrerai nel mondo fantastico della foto  print photo foto fotografia cartoline PhotographyCalzolaioLa Napoli di Bellavista: in mostra le foto di Luciano De Crescenzo - Il Mattino.it

… I miei due anni veri furono invece il ’49 e il ’50 quando presi a scrivere questo romanzo. Non solo: ma così ora per ora, scrivendo mi divennero veri anche gli altri. Li recuperai. E’ la parola. E io, ripeto, non chiedo di più. Niente al mondo è più bello che scrivere. Anche male. Anche in modo da far ridere la gente. L’unica cosa che so è forse questa.

Già che ci sono, piuttosto, vorrei augurare a ogni uomo  dopo aver fatto tutti i mestieri del mondo, di arrivare un giorno a scrivere un grosso romanzo(bello o brutto poca importa: affare suo:semplicemente questione di stella):di impiegarci due anni  e anche tre o magari anche un pezzo di vita. Ma lo dico sul serio:non ho la minima idea di scherzare. Tutti gli uomini fra i trenta e i quaranta non farebbero male a fermarsi un momento: poi guardarsi e guardare anche gli altri e scrivere un grosso romanzo col più gran numero di personaggi possibili. Ne varrebbe la pena. Moltissime cose, suppongo, e magari anche soldi e l’amore e il desiderio di vincere e il gelo della delusione, non dovrebbero poi avere più una così ossessiva importanza. Forse tutto questo è chiarissimo e neanche c’era bisogno di dirlo: o forse anche no. Mi dispiace. Quel che importa ad ogni modo è che anche adesso non ho la minima idea di scherzare o anche peggio di fare lo strano. Strane, in fondo, da fare quasi paura, sono solo le cose assolutamente normali.

Silvio D’Arzò Csa d’altri e altri racconti, (pagg.58,59).

 

Un romanzo è come una casa vuota: c’è chi tenta di riempirla, chi sta alla finestra e chi aspetta domani e ancora domani. O aspetta il panariello che scenda dal cielo. O una passeggiata sull’abisso.

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