L’omone disteso a terra è un nero, prima di spirare e esalare l’anima, ma senza pudore, nè vergogna, dice: “Mamma”.

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L’uomo riverso a terra è alto due metri e come si suol dire è un omone e non del del tutto vecchio: ha quaranta sei anni. Un’auto della polizia con quattro poliziotti a bordo lo fermano e lo fanno scendere costringendolo a stare a terra. Uno dei tre poliziotti gli tiene un ginocchio sul collo, immobilizzandolo. L’uomo a terra, dopo vari lunghi minuti, dice: “Non riesco a respirare”: il solerte poliziotto che compie con scrupolo il proprio lavoro, non gli presta fede. L’omone disteso a terra è un nero ma prima di spirare e esalare l’anima, eppure senza pudore e mostrare vergogna, riesce a dire quella parola destinata sulle labbra di ogni essere umano quando viene sulla faccia della terra: “Mamma”.

 

L’omone disteso a terra è un nero, prima di spirare e esalare l’anima, ma senza pudore, nè vergogna, dice: “Mamma”.

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