Anima, sensibilità disadorna chiusa nei muti risvolti. Lei che si fa da parte e non vive e non ha artigli. Attraversa la selva, le nere strade inconoscibili agli occhi laghi, tracce oniriche per tenersi cinti nell’immensità.

Photo by Massimo Renzi
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5 pensieri su “Anima, sensibilità disadorna chiusa nei muti risvolti. Lei che si fa da parte e non vive e non ha artigli. Attraversa la selva, le nere strade inconoscibili agli occhi laghi, tracce oniriche per tenersi cinti nell’immensità.

    1. Maè, caro Ettore, marò, che t’aggia dicere. Succere accusì: Pigliate na parola, ca vene d’e lunyanaze mmiscate a chello ca tu s’i, e senza sapè si vene da sotto e da sopra, me facce purtà comme nu criaturo* dint’o mistero a’d vita tra ‘o vascio e ‘e pprete d’o vico e ‘e cuorpe de vive e d’e muorte(*e mo saccio ca da quello che hai pubblicato nell’ultimo post quanto sopra c’accezza.) Pure ti dai da fare nella ricerca delle ombre e degli attori sul-del palconscenico. Grazie per le tue magnifiche parole che sono la semina dello scavamento e dello sconvolgere le pietre, ‘e vasule ‘e lava.

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