Incipit di un romanzo tra la vira e la morte. Praticamente quando pubblicano un mio libro, decretano la mia morte; e, così per tornare a vivere, ne devo scrivere un altro. Questa storia, che sono secoli, dura da anni come le foglie in autunno e anche quelle dei sempreverdi. Ed è un ciclo come di stagioni che dolci e furenti, fredde e calde ci avvolgono a perdifiato.

Incipit di un romanzo tra la vira e la morte. Praticamente quando pubblicano un mio libro, decretano la mia morte; e, così per tornare a vivere, ne devo scrivere un altro. Questa storia, che sono secoli, dura da anni come le foglie in autunno e anche quelle dei sempreverdi. Ed è un ciclo come di stagioni che dolci e furenti, fredde e calde ci avvolgono a perdifiato.

I cani sono cani ed è nella loro natura essere cani e i cani si sa vagabondano dentro e fuori sempre in cerca di stupide carezze come ai cavalli il contentino di una mela e una carota sempre gradite e bene accette. Però, sembra che cercano sempre di andare oltre, anche se come si dice gli manca la parola. Eh, vorrei proprio vedere e, innanzitutto ascoltare, ciò che direbbero. O forse no perchè continuerebbero a fare scena muta e come nel loro costume abbaiare, semmai guaire. E poi, Lello non aveva nemmeno gli occhi a palla, le zampe di dietro paralizzate o il muso rincagnato o malformato che impedisce di respirare bene, almeno quella bruttezza poteva farmi soffrire meno o per niente. Così come nascondere il ritorno di emozione, naso umido e lacrime. E così, per finta, l’ho pure maledetto quel figlio di cagna di uno spitz. Così nella terra che lo ha accolto avrà di ricordarsi e trasmettere a una miriade di fiori di campo baciati dal sole come stelle nella notte buia la sua vita di cane.

Quali sono le razze di cane più adatte ai bambini
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Cani di piccola taglia: da sapere
I cani sono cani ed è nella loro natura essere cani e i cani si sa vagabondano dentro e fuori sempre in cerca di stupide carezze come ai cavalli il contentino di una mela e una carota sempre gradite e bene accette. Però, sembra che cercano sempre di andare oltre, anche se come si dice gli manca la parola. Eh, vorrei proprio vedere e, innanzitutto ascoltare, ciò che direbbero. O forse no perchè continuerebbero a fare scena muta e come nel loro costume abbaiare, semmai guaire. E poi, Lello non aveva nemmeno gli occhi a palla, le zampe di dietro paralizzate o il muso rincagnato o malformato che impedisce di respirare bene, almeno quella bruttezza poteva farmi soffrire meno o per niente. Così come nascondere il ritorno di emozione, naso umido e lacrime. E così, per finta, l’ho pure maledetto quel figlio di cagna di uno spitz. Così nella terra che lo ha accolto avrà di ricordarsi e trasmettere a una miriade di fiori di campo baciati dal sole come stelle nella notte buia la sua vita di cane.

Due poesie di Nazim Hikmet

Verrà il tramonto, mia rosa

e al di là della notte

mi aspetterà

spero

il sapore di un nuovo azzurro.

Il più bello dei mari

Il più bello dei mari

è quello che non navigammo.

Il più bello dei nostri figli

non è ancora cresciuto.

I più belli dei nostri giorni

non li abbiamo ancora vissuti.

E quello

che vorrei dirti di più bello

non te l’ho detto ancora.

Chagall, Amanti sulla panchina, 1911 | Dipinti impressionisti, Dipinti di  chagall, Fauvismo
Chagall, Amanti sulla panchina

Due poesie di Nazim Hikmet

Resoconto di scrittura creativa del tutto reale. E poi, Lello non aveva nemmeno gli occhi a palla come un ranocchio o lo scorfano.

Spitz Nano Tedesco - Zoomiguana
Il cane Nek, quattro anno di solitudine tra i soli panini: cerca casa

Oggi, alle 12:40, sono stato coprotagonista di un incontro bellissimo e incredibile con un cane dallo sguardo serio, bello e fiero. Avevo parcheggiato l’auto a pochi metri da un supermercato di media grandezza in cui a volte mi reco per comprare latte, provola e altro. Questa volta, poco più avanti, sono andato a ritirare una piccola teglia di pizza marinara. L’ho sistemata dietro nel cofano e ho aperto la portiera per mettere in moto l’auto. A quel punto sul marciapiedi veniva un ragazzo ricciuto e pingue che teneva al guinzaglio il suo cane. E, lui il cane, si è fermato e mi guardava e ho pensato che ci fosse qualche altro cane che aveva attirato la sua intenzione. Ma lo sguardo intenso del cane del ragazzo fissava proprio me: per un attimo ho pensato che volesse darmi addosso, abbaiare o forse morsicarmi. Niente, assolutamente niente. Dietro le spalle, a distanza, c’era un altro cane che se ne stava tranquillo. Seduto in macchina ho fatto cenno al cane del ragazzo di avvicinarsi, cosa che lui ha fatto. E a quel punto gli ho detto: “Vieni qui, ti carezzo. E l’ho accarezzato sul muso ci ci siamo fissati negli occhi.” Il ragazzo è rimasto oltremodo stupito e mi ha detto:” Lui è molto diffidente verso gli altri, ma questa volta invece mi ha più che stupito. Incredibile. Quasi non ci credo. ” “A me fa molto piacere ciò che è successo tra lui e me.” Ho intanto acceso il motore e mi sono spostato per proseguire, intanto il ragazzo era stato raggiunto da una ragazza dai capelli lunghi e biondi e indicava me. E raccontava alla ragazza ciò che era successo. E lei ha aggiunto: “Lui non da confidenza agli estranei. E’ diffidente. Però penso che sia successo una cosa bella.” Ho sorriso e salutando i tre ho detto: “Direi una cosa quasi intrigante, misteriosa e, innanzitutto, bellissima. Chissà, forse ha percepito che avevo Lello, il mio cane spitz, morto mesi orsono. E che per lui ho versato pensieri d’affetto e d’amore e lacrime di addio. Era in condizioni tali che in accordo con i veterinari gli è stata praticata l’eutanasia.” Lello non aveva nemmeno gli occhi a palla, almeno quella bruttezza poteva farmi soffrire meno o per niente, ma questo l’ho tenuto per me. Così come nascondere il ritorno di emozione, naso umido e lacrime.

Resoconto di scrittura creativa del tutto reale. E poi, Lello non aveva nemmeno gli occhi a palla come un ranocchio o lo scorfano.

Romanzo, costruzione di un romanzo di pura fantasia con agganci presi dai cunti orali, modestia(modestia autoironica e realtà incombente) e tempo di pandemia.

Lampioni
Pioggia e lampioni di californication partecipa al concorso Scende la  pioggia di Fotocontest
Non cercare sotto il lampione! - Whitening

Voglio fare come Simenon … (che modestia la mia) che si chiudeva nella sua stanza e ne usciva soltanto dopo aver scritto l’ennesimo romanzo(la serie dei cosiddetti romanzi duri) più o meno di 160 -170 pagine. Mò verimmo si ‘a signora Nunzia s’appresenta n’ata vota sia nella realtà dei fatti che in sogno o forse nell’incubo. Maè, grazie pe l’incoraggiamento. La cosa più bella, sfiziosa, divertente e anche drammatica è quando chi scrive non sa dove andrà a parare tutta la storia. Compresa la signora Nunzia, che detto tra noi, ma non voglio essere volgare, tiene due zizze toste, nu culo ‘e luna, ddoje labbra a musso ‘e pucchiacca ed è anche bella. Comunque l’amante è uno malamente. Perciò domando e dico: Ma chesta pecchè si è rivolta a me? Pure tale questione fa parte dell’indagine che dovrò assumermi. Assumermi?, mica ho deciso. Qui si tratta di toccare di sicuro certi fili con gente di munnezza. E, diciamoci, la verità: voglio ancora campà? E poi, onestamente, non sono nè uno sbirro tanto meno e un Colombo, una signora in giallo, il commissario Ricciardi degli anni ’30, l’alligatore veneto e Rocco Schiavone. E poi non so usare le armi e anche se vado in palestra non sono all’altezza di combattere corpo a corpo, anche se non mi faccio passare la mosca sotto al naso. Perciò non sono nè un poliziotto ufficiale e nè un investigatore di agenzia privata. E poi quando vedo le cose storte mi prende una rabbia che fa scattare come una belva e senza tenere conto di chi mi trovo d’avanti. Ah, con Rocco Schiavane ho in comune il nome, infatti di cognome faccio Mottola. Con Rocco, anche senza conoscerci, ho quella voglia assetata di giustizia. Ah, poi dimenticavo con Montalbano, a parte il buon cibo di mare e il vino bianco freddo, ci unisce la lingua del Sud con le sue differenze territoriali che intercorrono tra la Sicilia e la Campania.

Comunque pure a me mi intriga il fatto, anzi i fatti. Ecco, tra me e Alessia, la figlia di Nunzia, avevamo una storia, anche se da tre mesi. Chiaramente Alessia non ne aveva fatto parola con la madre in maniera assoluta. Anzi, Alessia pensava da ceri miei sguardi, che sua madre mi piacesse. Credimi, caro amico e docente universitario, Alessia lei era bellissima e mi diceva sempre di amarmi alla pazzia e che non le importava se tra noi c’era una certa differenza di età. Con te, mi diceva, mi sento più femmina e, l’età, corre in un’unica direzione: quella della perdita di sè nel completarsi l’amore, il sesso, la follia, voglio dire, l’amore totale dei sentimenti.

Romanzo, costruzione di un romanzo di pura fantasia con agganci presi dai cunti orali, modestia(modestia autoironica e realtà incombente) e tempo di pandemia.

Incipit di un romanzo nuovo di zecca più realistico che di fantasia. Ieri verso l’ora di pranzo, qualcuno ha bussato alla porta d’ingresso di casa mia. Avevo preparato un insalata di riso allungabile per la cena. Quando ho aperto, c’era la signora Nunzia disperata e con gli occhi sciupati dalle lacrime. Ero basito. Anche perchè, nonostante una silenziosa simpatia, non siamo mai andati oltre i soliti Buongiorno e Buonasera. E giù per le scale e fuori al cancello del parco dai commenti volanti sul meteo. “Hanno ucciso mia figlia Fortuna.” Ero senza parole. “L’ho vista stamattina, mentre andava giù ai box.” “Mi ha chiamato la polizia e mi hanno detto di correre in via Settembre.” “Le chiedo scusa, ma cosa posso fare, oltre che darle sentite condoglianze?” “Le chiedo di indagare. Scoprire chi l’ha uccisa.” Mi scusi, signora … Nunzia ma si sta rivolgendo alla persona sbagliata.” “Invece lei può aiutarmi. Lei, ho saputo e capito, che legge e scrive molto. E poi ho istintivamente fiducia in lei … Stefano … signor Stefano. Insomma, vorrei che lei indagasse.” “Mi perdoni, signora Nunzia … ” La prego, smettiamola e diamoci del tu.” “Volevo dirle che non sono un investigatore, ecco.” “Certo, è così, ma lei, mi hanno detto che usa il ragionamento e la logica e poi è uno che ama la giustizia.”

QuadroDelGiorno: Félix Vallotton, “Femme au Bain”, 1895 – The Parallel  Vision

Continua

Incipit di un romanzo nuovo di zecca più realistico che di fantasia. Ieri verso l’ora di pranzo, qualcuno ha bussato alla porta d’ingresso di casa mia. Avevo preparato un insalata di riso allungabile per la cena. Quando ho aperto, c’era la signora Nunzia disperata e con gli occhi sciupati dalle lacrime. Ero basito. Anche perchè, nonostante una silenziosa simpatia, non siamo mai andati oltre i soliti Buongiorno e Buonasera. E giù per le scale e fuori al cancello del parco dai commenti volanti sul meteo. “Hanno ucciso mia figlia Fortuna.” Ero senza parole. “L’ho vista stamattina, mentre andava giù ai box.” “Mi ha chiamato la polizia e mi hanno detto di correre in via Settembre.” “Le chiedo scusa, ma cosa posso fare, oltre che darle sentite condoglianze?” “Le chiedo di indagare. Scoprire chi l’ha uccisa.” Mi scusi, signora … Nunzia ma si sta rivolgendo alla persona sbagliata.” “Invece lei può aiutarmi. Lei, ho saputo e capito, che legge e scrive molto. E poi ho istintivamente fiducia in lei … Stefano … signor Stefano. Insomma, vorrei che lei indagasse.” “Mi perdoni, signora Nunzia … ” La prego, smettiamola e diamoci del tu.” “Volevo dirle che non sono un investigatore, ecco.” “Certo, è così, ma lei, mi hanno detto che usa il ragionamento e la logica e poi è uno che ama la giustizia.”

Chi siede. E chi lo farà domani. E chi mai. Chi con sguardi dietro le porte di tendine mai fissate. Chi in paese mai potrà essere colto nell’inquietudine di sedie del sonno mai eterno. E chi nella retina avrà impresso ciò che accadde e mai dimenticherà l’ombra.

La fotografia di Lisetta Carmi protagonista di "La bellezza della verità" -  Goa Magazine
Lisetta Carmi, la fotografa che riesce ad immortalare l'anima della gente -  Sicilian Post
La fotografia di Lisetta Carmi in mostra al MAN di Nuoro

Fotografie di Lisetta Carmi
Chi siede. E chi lo farà domani. E chi mai. Chi con sguardi dietro le porte di tendine mai fissate. Chi in paese mai potrà essere colto nell’inquietudine di sedie del sonno mai eterno. E chi nella retina avrà impresso ciò che accadde e mai dimenticherà l’ombra.

“Amico Mirco, dimmi, come hai fatto?” “Mi è andata bene nell’unico colpo. Ma ero solo il palo. Loro, dei veri professionisti. Avevano bisogno di una faccia anonima e incensurata. Facevo al caso e mi hanno assunto.” “E poi cos’è successo?” “Niente, dopo il colpo, mi hanno dato ciò che mi avevano promesso.” “E poi, tutto a posto?” “Si, ora ho la mia attività e anche, cosa non secondaria, tranquillità e rispetto. Perciò, mi è andata di lusso. Campo bene. E, per le solite vie traverse, sono stato anche vaccinato. Però, dopo sono scivolato sulla classica buccia di banana: o la carne di una donna.”

√ Funambolici Vargas - CANZONIERE COPERNICANO - la recensione di Rockol.it

Funambolici Vargas

“Amico Mirco, dimmi, come hai fatto?” “Mi è andata bene nell’unico colpo. Ma ero solo il palo. Loro, dei veri professionisti. Avevano bisogno di una faccia anonima e incensurata. Facevo al caso e mi hanno assunto.” “E poi cos’è successo?” “Niente, dopo il colpo, mi hanno dato ciò che mi avevano promesso.” “E poi, tutto a posto?” “Si, ora ho la mia attività e anche, cosa non secondaria, tranquillità e rispetto. Perciò, mi è andata di lusso. Campo bene. E, per le solite vie traverse, sono stato anche vaccinato. Però, dopo sono scivolato sulla classica buccia di banana: o la carne di una donna.”