Quattro immagini afone di cui parla il vento. Le banderillas a squarciare la carne. E il vento soffia a spargere nella polvere la vita.

In lungo le presenze appaiono come visioni di magie: così l’occhio, lo scatto.

Tutto velocemente indica i sotterranei dell’anima nei chiaroscuri cielo ferroso, gigante di radici d’universo inesausto. E gli occhi accorrono ai raggi del sole.

Nell’atto di preghiera, occhi incantati: stupiti, s’annidano in lucentezze.

L’occhio guarda la vita procede nei colori la collana cremisi memore di preghiere e rosari a vestire il giorno che corre veloce nelle mani la vita.

Qui è la mia chiesa. La casa di Dio è qui. Qui l’anima davanti. Il corpo alle spalle è qui. Qui le cose nel cuore della borsa. E stelle. E lacrime. Nel petto, qui.

E lontano nel sangue e nella polvere crollato sulle zampe muore l’innocenza eterna dell’animale

Quattro immagini afone di cui parla il vento. Le banderillas a squarciare la carne. E il vento soffia a spargere nella polvere la vita.

4 pensieri su “Quattro immagini afone di cui parla il vento. Le banderillas a squarciare la carne. E il vento soffia a spargere nella polvere la vita.

    1. In verità anche a me fa male quell’immagine così tante altre uguali. Così grande, così fiero di sè, fino alla morte. Nella polvere il proprio sangue. Forse è una morte accaduto anni fa, ma per me è successa appena ieri o forese n’ora, un minuto fa.

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