Viaggi planetari e conoscenze di usi e costumi

Eh già, pensa che mi sono già avventurato. E poi oltre alle stelle e ai pianeti e alle numerose galassie; oltre dicevo, ai formidabili inconosciuti buchi neri, ho conosciuto un sacco di … gente …tipo gli Alieni quando lasciano salpare i loro equipaggi un po’ alla maniera dei marinai di Itaca e le isole sparse. E ciò che mi ha colpito molto è il modo di vestire di quella gente. Per esempio le aliene indossano, se cos’ si può dire, certi costumi attillati, colorati e striminziti. E gli uomini lasciano che i viaggiatori degli altri pianeti, specie del pianeta B1, facciano amicizia con le loro … signore … e che la sera e di notte possono anche andare fuori a divertirsi senza nessuna lacerazione. Usi e costumi, del futuro. Forse scimmiottano le genti di vaste zone terrestri. E l’ingegneria degli ultra corpi delle aliene permette di avere la prole aliena ricorrendo a nidi di cristallo nelle case comuni, in totale in movimento, col mutare dei colori delle galassie e dei pianeti.

Viaggi planetari e conoscenze di usi e costumi

Quella sera, Anastasia, la luna e io, Ferdinando

Quella sera, sul tardi, Anastasia mi aveva lasciato. C’era la luna, enorme. Anastasia svanì e comparve la luna. Disse che era finita la storia stabile. La luna invece era più che fissa, argentea e fredda. E di tutto il resto mi importava poco, anche se non era vero, perchè le cose, in fondo, tra loro sono legate, anche se possono apparire sfilacciate, remote. Le catene spesso tengono, anche se ci fanno soffrire. E poi morire. Ma, devi tenerle per te. Volevo Anastasia che comparve dopo Lucia, mentre la luna, c’era da sempre, pur come in bel quadro o quei poster appeso nella stanza. Accanto a me, per amore, volevo lei: solo per amore, per l’ideale più bello, l’amore. E voi sapete quanto sia decisiva questa miscela a carattere strettamente umana. Innamorarsi è come l’attesa dietro l’angolo, che si materializza. Se camminavo, sedevo, ridevo, parlavo o tacevo, pensavo a lei. Anche a casa, tra le quattro mura, c’era lei. E quando il pensiero è fisso, dovresti convincerti, che senza di lei, non riesci a vivere. Cosa mi affascinava di lei? Una domanda semplice e stupida, a cui, ovvio, devi rispondere. Pareva esistesse solo lei e, il mondo, era lei.

Quella sera, Anastasia, la luna e io, Ferdinando

La Nera Cronaca Amorosa. La propria, invisibile, cecità(di massa…)

Al terzo colpo Rosa riuscì a dire: “Basta! Basta! Ti scongiuro … ti prego … fermati … ” Poi, al quarto affondo, tacque. E così gli occhi e le labbra e le braccia e le gambe immote; il respiro fermò. Nulla ha potuto la fisicità di entrambi. Tanto più la libertà. Molto i limiti, la gelosia e, il possedere, con la morte, il corpo dell’amata. Per tutto il tempo, tra buio e spiragli di luce, la personale, invisibile, cecità(di massa…)

La Nera Cronaca Amorosa. La propria, invisibile, cecità(di massa…)

Noir. La prima mossa di cuori senza musica.

Quello tra Cristina, detto da lei, e il suo ex Mirco, era stato un amore tossico. Un amore o un rapporto ormai degradato fatto, non di droghe, su cui entrambi non transigevano, ma di continui litigi, ripicche, astio acuminato e forse … odio. E ciò avviene e serpeggia quando ci sono più incomprensioni che un reciproco tollerarsi sui propri limiti. E tirare la corda, senza riconoscere e, dolorosamente, prendere coscienza di un amore finito. Ma quanto occorre per rendersene conto e smettere di prendere ogni giorno dosi avvilenti di tossicità? E chi farà la prima mossa? E chi dei due invece non accetterà la realtà?

Noir. La prima mossa di cuori senza musica.