I ponti un po’ come i monti: sono zone di attraversamento. E dell’oltre. Col maledetto rischio della sindrome dei giramenti di testa e di trovare altri mondi. Ingegneri e artisti ne hanno progettati e fatti costruiti dalla manovalanza e così i pittori e i folli. Il genio li ha voluti a semi arco, dritti sull’acqua in pietra e in acciaio e su linee in fuga verso la luna. E la follia più della realtà. E le opere disegnano il vasto classicismo. E il vuoto e il nullo riempiono i corpi, i sogni, le vie. Hai lasciato la foto sul comodino, certo, non dovevi.

Paul Klee

Van Gogh

I ponti un po’ come i monti: sono zone di attraversamento. E dell’oltre. Col maledetto rischio della sindrome dei giramenti di testa e di trovare altri mondi. Ingegneri e artisti ne hanno progettati e fatti costruiti dalla manovalanza e così i pittori e i folli. Il genio li ha voluti a semi arco, dritti sull’acqua in pietra e in acciaio e su linee in fuga verso la luna. E la follia più della realtà. E le opere disegnano il vasto classicismo. E il vuoto e il nullo riempiono i corpi, i sogni, le vie. Hai lasciato la foto sul comodino, certo, non dovevi.