La storia negli Sati Uniti è come la democrazia: non muore mai. C’è il solito, un poco … abusato, a dire il vero, agnello sacrificale che cambia corpo e faccia e, non la … coloratura. Anzi, l’abbronzatura. Nella più grande democrazia al mondo la parola, per distinguere una vasta popolazione, è … nigger, negro ed è molto usata azzerando quella più molliccia di nero o … uomo e donna e bambino di colore. Il tiro a bersaglio dei poliziotti bianche e addirittura(addirittura un termine per scandalizzarci e mettere il cuore…ragionevolmente in pace)su quei figli di puttana dei nigger, negri specie quando sono di spalle, inermi a terra e, pericolosamente, su una sedia senza gambe, per gambe s’intende non quelle della sedia che per capirci ha le rotelle. Bene, gli eroici poliziotti, in questo caso tutti e cinque nigger, negri hanno infierito fino a ucciderlo un fottuto bastardo che steso a terra come uno pivello stupido, per confonderci, diceva mamma mamma noi non abbiamo abboccato. Gli abbiamo riso in faccia noi siamo neri mica nigger, fottutissimi negri di merda.

La storia negli Sati Uniti è come la democrazia: non muore mai. C’è il solito, un poco … abusato, a dire il vero, agnello sacrificale che cambia corpo e faccia e, non la … coloratura. Anzi, l’abbronzatura. Nella più grande democrazia al mondo la parola, per distinguere una vasta popolazione, è … nigger, negro ed è molto usata azzerando quella più molliccia di nero o … uomo e donna e bambino di colore. Il tiro a bersaglio dei poliziotti bianche e addirittura(addirittura un termine per scandalizzarci e mettere il cuore…ragionevolmente in pace)su quei figli di puttana dei nigger, negri specie quando sono di spalle, inermi a terra e, pericolosamente, su una sedia senza gambe, per gambe s’intende non quelle della sedia che per capirci ha le rotelle. Bene, gli eroici poliziotti, in questo caso tutti e cinque nigger, negri hanno infierito fino a ucciderlo un fottuto bastardo che steso a terra come uno pivello stupido, per confonderci, diceva mamma mamma noi non abbiamo abboccato. Gli abbiamo riso in faccia noi siamo neri mica nigger, fottutissimi negri di merda.

Occhi e magia

L’amore capita su due piedi.

In pratica anche su quattro.

Inaspettatamente è l’amore.

E così al bar, stando seduto.

Guardando in giro l’assenza.

E passeggiando con il cane.

In quel momento sei più lui.

Allora il tuo cane ti capisce.

Anche lui ti parla dell’amore.

Annusa la cagnetta che passa.

Nella corsa il cuore disperato.

Con le orecchie la coda i peli.

Ed ecco le magie degli occhi.

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Occhi e magia

Catharina piange

Ci stiamo arrivando dall’una e dall’altra parte. In una guerra lo schema si ripete. Semmai per la festa di compleanno la bomba atomica come regalo per Volodja. Quando si dice, Piccoli bombaroli atomici crescono. In nome della democrazia. Certo, il piccolo Volodja strappava le ali agli uccellini, li accecava per sentirne il canto, frequentava i figli gli oligarchi del suo paese per non farsi mancare i giocattoli più costosi. E Volodja ha dimenticata la tata che lo ha allevato e che lo allattava perchè anche lei aveva un figlio piccolo. Poi la tata Catharina è andata all’estero perchè la paga era migliore. E da cosi lontana, ogni sera, Catharina piange. E anche le lacrime, misteriosamente, le une dopo le altre, piangono.

Catharina piange

Descrivi la tua giornata perfetta dall’inizio alla fine.

I dadini di zucchero che vanno sul fondo del bicchiere come se nevicasse.

Se sono ancora in vita e con tutte le traversie che viviamo, ho fame: terribilmente fame. Se è per questo anche prima, quando stavo nella pancia di mamma avevo capito che le cose stavano così e così e, mi scocciavo di mettere la testa fuori, poi don Vincenza la mammana mi ha detto: ‘O scè, jesce a lloco dinto, o si no ti tiro per i capelli da dentro la rareca.” Ma però io non esagero mai quando ho qualcosa da mangiare.Se succede che mi sveglio fra le quattro e le cinque della notte, faccio pipì, mi sciacquo le mani, apro il mobile in alto della cucina e prendo dei biscotti, poi un bicchiere di latte freddo, la marmellata, la spalmo e così aummete aummete mangio. Oppure rubo (o compro?) i biscotti bucaneve vado a casa mi chiudo dentro e solo solo spugno i biscotti in una ciotola con l’acqua. E mentre li bagno vedo piccole briciole e dadini di zucchero che vanno sul fondo come se nevicasse.Prima però mangio anche una mela annurca anche perchè si dà ai bambini e agli ammalati la mela annurca, ma però anche a quelli in salute la mela annurca. Poi mi stendo sul divano e mi metto a leggere, anzi a vedere le figure. Dopo aver comprato qualche e book sul kindle, ritorno in bagno per radermi(minimo ogni due giorni in modo che la barba cresca fore), mi lavo e via.In macchina ascolto musica su Virgin Radio per darmi un tono rock, dopo mi svesto(non in mezzo alla strada mentre corro in auto con gli occhi puntati sul telefonico: mi fa impressione schiantarmi contro un palo, un muro, un auto o il bisonte feroce di un tir) e metto la tuta. Il pomeriggio mi metto a pensare a come cavare almeno un ragno dal buco. Che poi rimango incantato quando vedo i ragni costruire la tela e mi viene da pensare che loro sono ingegneri già prima che la loro mamma li metta al mondo.Intanto si fa sera e a quel punto mi metto a guardare le stelle. Una volta a letto prima di prender sonno faccio un riassunto di tutte le persone che ho incontrato, salutate e intraviste. Poi bussano mi danno la buonanotte e mi chiudono a chiave. Non ho capito ancora perchè, anche se una volta ho sentito dire che è meglio chiudermi dentro perchè il mondo è immenso e mi perderei nelle sue strade brulicanti e solitarie strade.

Descrivi la tua giornata perfetta dall’inizio alla fine.

Quali sono i tuoi sport preferiti da guardare e giocare?

Il gioco è la manutenzione del giardinaggio umano.

Fin da bambino volevo giocare perchè attraverso il gioco con i miei amici del vicolo vivevamo la vita contro le mancanze e le costrizioni. Se a casa tua manca il sole e il cielo e altro esci e mettiti a giocare. Noi uscivamo e giocavamo con tutta la vita. Dopo devi continuare a giocare altrimenti la vita si è stutata e da adulto sei tutto stazzonato non solo nei vestiti ma nel cuore e la pelle diventa come quella dei coccodrilli: dura. Nel gioco si vede se sei generoso non solo nei più bravi ma anche le riserve fanno le rughe anche se giovanissimi. C’erano due riserve che erano alquanto scarse però si portavano le merende in mano. A quel punto facevo entrare prima uno e poi l’altro. Loro erano contentissimi di entrare in campo ma prima li lusingavo dicendo che con loro vincevamo. Sergio Combo e Ciccio Nardo mi consegnavano le loro marenne una con il filoscio e l’altra con sasicce e friarielli. Così a quel punto io ero ancora più felice, anche se perdevamo la partita. Spesso è così per tutta la vita; si entra, si esce, si perde.

Giochi, osservi giocare e se hai fortuna, mangi pure.

Quali sono i tuoi sport preferiti da guardare e giocare?

Scrivi del tuo primo computer. Quando comprai il mio primo computer sapevo usarlo solo per scrivere e in sostituzione della vecchia macchina Olivetti per i miei futuri capolavori narrativi. Ma il mio primo computer è legato a una vera tragedia. E al mio principale se non unico lavoro letterario fatto di tentativi e scarabocchi ma pur sempre il “mio” travagliato carissimo manoscritto. Per colpa di quel figlio di buona madre di mio figlio. Incendio il computer o se lo fece rubare quando lo portò da una sua amica? Macché! No, assolutamente no. Il bastardo fece di peggio. Così quel mio lavoro più importante che mi avrebbe arriso notorietà, fama e denaro a catinelle sparì nel nulla. Cosa accadde? Con una cliccata sbagliata. E addio sogni di gloria di un contratto milionario con almeno dieci case editrici che erano lì a farsi le scarpe e a sbranarsi. Andammo anche da un genio del computer per recuperare quel mio irripetibile incredibile capolavoro: niente! nulla! La disperazione travolse e annichilì la mia splendente aura nata e cresciuta con il manoscritto ma come rimediare: che fare? C’era una sola strada da percorrere se avevo le palle: c’erano ancora, perchè stavano sul bigliardo e anche perchè non avevo subito nessun asportazione chirurgica nè le aveva tagliate una mia accesissima e vogliosa fans che stravedeva per le mie settebellezze. Imperativo assoluto: riscrivere … il capolavoro. Perchè se Dio esisteva davvero e non a sermoni, prediche e salamelecchi e il ritorno del figliol prodigo l’ultima cosa che avrebbe voluto, addirittura comparendo in prima persona(e senza le altre due)era(ciò per appararsi con Adamo e Eva) applaudire il mio grande splendido immenso impareggiabile ca po la vo ro.

I computer sono pieni di capolavori mai nati.

Scrivi del tuo primo computer. Quando comprai il mio primo computer sapevo usarlo solo per scrivere e in sostituzione della vecchia macchina Olivetti per i miei futuri capolavori narrativi. Ma il mio primo computer è legato a una vera tragedia. E al mio principale se non unico lavoro letterario fatto di tentativi e scarabocchi ma pur sempre il “mio” travagliato carissimo manoscritto. Per colpa di quel figlio di buona madre di mio figlio. Incendio il computer o se lo fece rubare quando lo portò da una sua amica? Macché! No, assolutamente no. Il bastardo fece di peggio. Così quel mio lavoro più importante che mi avrebbe arriso notorietà, fama e denaro a catinelle sparì nel nulla. Cosa accadde? Con una cliccata sbagliata. E addio sogni di gloria di un contratto milionario con almeno dieci case editrici che erano lì a farsi le scarpe e a sbranarsi. Andammo anche da un genio del computer per recuperare quel mio irripetibile incredibile capolavoro: niente! nulla! La disperazione travolse e annichilì la mia splendente aura nata e cresciuta con il manoscritto ma come rimediare: che fare? C’era una sola strada da percorrere se avevo le palle: c’erano ancora, perchè stavano sul bigliardo e anche perchè non avevo subito nessun asportazione chirurgica nè le aveva tagliate una mia accesissima e vogliosa fans che stravedeva per le mie settebellezze. Imperativo assoluto: riscrivere … il capolavoro. Perchè se Dio esisteva davvero e non a sermoni, prediche e salamelecchi e il ritorno del figliol prodigo l’ultima cosa che avrebbe voluto, addirittura comparendo in prima persona(e senza le altre due)era(ciò per appararsi con Adamo e Eva) applaudire il mio grande splendido immenso impareggiabile ca po la vo ro.

Di cosa ti lamenti di più? Del fatto che molti se non la stragrande maggioranza dei pensieri non fanno altro che lamentarsi. In fondo i pensieri sono invisibili e non hanno a che fare con la materia; potrebbero starsene tranquilli e trovare pace e serenità come sono lamenti pietrificati.

I lamenti in fondo sono materia pietrificata: non si sciolgono mai per andar via.

Di cosa ti lamenti di più? Del fatto che molti se non la stragrande maggioranza dei pensieri non fanno altro che lamentarsi. In fondo i pensieri sono invisibili e non hanno a che fare con la materia; potrebbero starsene tranquilli e trovare pace e serenità come sono lamenti pietrificati.

Noir. La morte, Dio e l’umanità, tutta, nessuno escluso.

La morte, Dio e l’umanità, tutta, nessuno escluso. Altrimenti non c’è sfizio perchè la storia quando si ripete è una farsa. E, guarda te, ci sono personaggi all’occorrenza. In pratica, il gioco non vale la candela come si suol dire, anche se la candela si consuma lentamente. Se il gioco non vale la candela perchè mai insistere se le tragedie sono sotto gli occhi di tutti, persino e innanzitutto dei bambini e ironia della sorte della maggioranza dell’infanzia. Furbastro. E’ più innocente un rinoceronte che tu. Non si direbbe che Rino, così chiatto poi, e non certo un Adone, abbia la pelle così delicata da farlo rimanere sempre in acqua. Furbastro e Furbastri?

Noir. La morte, Dio e l’umanità, tutta, nessuno escluso.