Da qualche parte – e, non facciamo nomi -, si ride di più sotto i baffi che apertamente. O, probabilmente, non si ride o si ride in modo tutto storto. Ridere degli altri e a maggior (s)ragione sè stessi è un’arte, ma per altri è impassibile come guardare il cielo senza filtri. Eppure è difficilissimo camminare sul filo di una corda, ma anche rimanere in bilico sul precipizio è un arte circense o forse solo atletica o politica e addirittura, udite udite, profetica e perchè no, poetica. Più la realtà è materia ancor più è astratta.

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Amazon.it: Several Circles Wassily Kandinsky Journal Diary - Carroll, James  - Libri
Giallo, rosso, blu - Wikipedia

Wassily Kandinsky 
Da qualche parte – e, non facciamo nomi -, si ride di più sotto i baffi che apertamente. O, probabilmente, non si ride o si ride in modo tutto storto. Ridere degli altri e a maggior (s)ragione sè stessi è un’arte, ma per altri è impassibile come guardare il cielo senza filtri. Eppure è difficilissimo camminare sul filo di una corda, ma anche rimanere in bilico sul precipizio è un arte circense o forse solo atletica o politica e addirittura, udite udite, profetica e perchè no, poetica. Più la realtà è materia ancor più è astratta.

L’inquietudine di Pessoa. Chissà, forse anche nostra

Ignorare. O la non conoscenza insieme alla tenerezza e forse al pianto. Il garzone portoghese che si è suicidato. E Lello, lo spitz sottoposto, per una malattia inguaribile aggiunte ad altre, all’eutanasia. Ma quando sono avvenute queste morti? Forse l’importanza di ritorno? Quella del garzone portoghese avvenne molti anni fa, poco meno di un secolo e quella di Lello il cane solo pochi mesi orsono. Metti assieme un essere umano e un cane, in pratica un animale? E, se è lecito saperlo, cosa li lega mai? Forse l’indifferenza, la tenerezza e l’invisibilità delle lacrime asciugate nel buio del tempo di indifferenza e dimenticanza.

…Continua…

L’inquietudine di Pessoa. Chissà, forse anche nostra

Quello fu un pianto che ho serbato anche se contro la mia volontà. I pianti, per quanto liquidi, sono orme attaccaticce, perchè anche senza volerlo, rimangono. E sono invisibili al contrario di piattole, pidocchi, cimici e pulci per non dire le sanguisughe ormai fuori uso. I pianti, spesso, sia quelli autentici o ben recitati, sono carsici; poi, rispuntano, accollati, col vestito del momento. Il pianto di quel giorno era di mio fratello Nico che tutti chiamavano Marlon per la somiglianza l’attore. Poi, in seguito, vidi delle immagini, trasmesse persino da Blob, in cui l’attore piangeva a dirotto per un figlio caduto in disgrazia o cose così, ma non stava recitando. Ed era molto credibile alla pari del suo corpo ormai ingrassato. I due pianti si sono sovrapposti incuneandosi nell’anima. Un giorno ho visto un cagnolino bianco assai mal ridotto, quasi spellato e sbandato, non aveva una meta. Era stato abbandonato. Chiunque, uomini, donne e cani quando vengono abbandonati, piangono. Sembra che non si vergognano -, tanto è il dolore -, ma dentro sono come morti, per cui non si vergognano a mostrarsi affranti e, disperati. Adesso, nascostamente, era il mio turno per il pianto. E sotto, sotto s’agitavo le acque buie che mi davano scossoni e tempeste nell’anima. E nel chiarore si affacciava lo scuro. Frusciavano il vestito e i capelli setosi e, neri. Oltre la finestra era accaduto qualcosa. E non ne sapevo niente.

260 idee su QUADRI DI HOPPER | edward hopper, arte americana, pittore

Edward Hopper

Quello fu un pianto che ho serbato anche se contro la mia volontà. I pianti, per quanto liquidi, sono orme attaccaticce, perchè anche senza volerlo, rimangono. E sono invisibili al contrario di piattole, pidocchi, cimici e pulci per non dire le sanguisughe ormai fuori uso. I pianti, spesso, sia quelli autentici o ben recitati, sono carsici; poi, rispuntano, accollati, col vestito del momento. Il pianto di quel giorno era di mio fratello Nico che tutti chiamavano Marlon per la somiglianza l’attore. Poi, in seguito, vidi delle immagini, trasmesse persino da Blob, in cui l’attore piangeva a dirotto per un figlio caduto in disgrazia o cose così, ma non stava recitando. Ed era molto credibile alla pari del suo corpo ormai ingrassato. I due pianti si sono sovrapposti incuneandosi nell’anima. Un giorno ho visto un cagnolino bianco assai mal ridotto, quasi spellato e sbandato, non aveva una meta. Era stato abbandonato. Chiunque, uomini, donne e cani quando vengono abbandonati, piangono. Sembra che non si vergognano -, tanto è il dolore -, ma dentro sono come morti, per cui non si vergognano a mostrarsi affranti e, disperati. Adesso, nascostamente, era il mio turno per il pianto. E sotto, sotto s’agitavo le acque buie che mi davano scossoni e tempeste nell’anima. E nel chiarore si affacciava lo scuro. Frusciavano il vestito e i capelli setosi e, neri. Oltre la finestra era accaduto qualcosa. E non ne sapevo niente.

Ai margini, intorno e dentro il corpo(servente)di Maria.

Al momento, non saprei dirvi, ma c’è una domanda che quasi di prepotenza si fa strada e affaccia alla mente e anche a molto altro: Il corpo di una donna di per sè è rivoluzionario perchè fa paura e quindi viene tacitato, oppresso, nascosto e oltre che offeso, tenuto ai margini e poi nelle fabbriche, negli uffici sottopagato, mercificato e poi ucciso, trucidato?

E chi dovrebbe rispondere a questa domanda, ammesso che sia stata posta in maniera giusta e corretta?

Forse alle scarpe risuolate o non d’ogni donna?

Alla prostituta abusata e non pagata?

Forse all’inquilina del terzo, secondo e ultimo piano?

Forse alle canzoni del cantante morto?

Alla schiera che si assottiglia delle suore di clausura?

Alla ragazza porno star tanto cliccata?

Forse ai poeti coi loro petali di rose poggiati sulle labbra dei primi e ultimi amori?

Forse alla mamma di James Ellroy nel suo libro I miei luoghi oscuri in cui lui indaga sulla morte di sua madre uccisa senza mai che la polizia scoprisse l’assassino?

Forse alle mamme che crescono i figli come tanti padroncini e dittatorelli a sfondo romantico?

Forse a madre terra quando è distrutta, incendiata e inquinata da materiali inquinanti, velenosi e tossici?

Forse le religioni tutte in cui la donna si dibatte tra ombra, serva e contenitrice di purezza e fecondi spermatozoi?

Forse alle talebane?

Forse alle mamme, alle sorelle, alle bambine e alle femmine talebane?

Forse al mare, alla sua dolcezza, tenebrosa e violenta tenerezza dalle onde altissime?

Forse agli insetti, ai bruchi, alle crisalide e alla genia delle farfalle?

Forse alle balene con i loro acuti canti?

Agli alberi che milioni d’anni fa erano sommersi dalle acque?

Al cielo d’ogni nuvola e sole e pianeti e stelle e luna e galassia visibile a occhio d’ogni vivente?

Ai margini, intorno e dentro il corpo(servente)di Maria.

Tu che vivi di luce riflessa -, in realtà -, hai copiato persino di verde le pareti di casa tua. E a sera poi, se non fosse per la luce artificiale delle lampadine di nuova generazione, ti troveresti nella completa oscurità. O forse, nel migliore o peggiore dei casi, da una lieve, agghindata cecità sensoriale. Superabile con sonorità gestuale e ammuinatrice. Tutt’altra cosa dal fiore. Senza poi citare di stramacchia e come minimo la rosa. Il sogno di una notte dopo le quattro. E vivido, incredibilmente vivido. E c’era tutta la luce dei colori e della natura. Vivida vita per ogni ogni cuore che batte.

Donna Nella Fotografia A Strisce
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