Marta ripete sempre che non sai recitare. Dice che i registi sono soggiogati dalla tua bellezza. Quando eri cameriera a me non importava nulla della tua professionalità. A me basta che scatti la scintilla il resto sono chiacchiere e una sfilata di rancore e gelosia. E poi leggi poesie come colpi al cuore. Per mia fortuna le tue labbra sono colpi che mi fanno impazzire.

forthepleasureofmylife: “Edinburgh Café Photo: Dieter Krehbiel ”

Marta ripete sempre che non sai recitare. Dice che i registi sono soggiogati dalla tua bellezza. Quando eri cameriera a me non importava nulla della tua professionalità. A me basta che scatti la scintilla il resto sono chiacchiere e una sfilata di rancore e gelosia. E poi leggi poesie come colpi al cuore. Per mia fortuna le tue labbra sono colpi che mi fanno impazzire.

-Eccola, si è voltata. Ora è lì che guarda-. -Siamo soli e ci divide un po’ di strada-. – Non riesco a togliermela dalla testa-. -Mio marito è suo amico, ma lui non smette -. -Per me non è ancora finita-.

-Eccola, si è voltata. Ora è lì che guarda-. -Siamo soli e ci divide un po’ di strada-. – Non riesco a togliermela dalla testa-. -Mio marito è suo amico, ma lui non smette -. -Per me non è ancora finita-.

Dietro le parole, gli accalaccapiani e altro

Quadri di Louis Ginnett

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Quadro di Chagall

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Leggi ciò che ti è dato leggere, ma non leggi quel che è celato dietro le parole e per questo non leggi dietro la facciata ma solo in superficie. Nel caso qualcuno ti chiedesse se leggi, tu, in tutto candore, citerai i libri letti e anche a volte riletti e quelli, tanti, che hai in voglia di comprare e leggere. E non leggi(per i tuoi limiti o per le imposture, numerose, altrui? ) oltre il visibile. Però, indagando nelle liste dei libri(o guardando le nuvole che vgano e spariscono, gli astri e le carte di imbroglione/i?), potrai leggere altri libri che a loro dire, ti sveleranno ciò che non sei riuscito a leggere … i veri significati nascosti. Così sono certi giorni, così il cielo e così tu. E la sera ha i suoi tempi insieme alla luna bassa.

 

Dietro le parole, gli accalaccapiani e altro

Ricordo di un ballo che si doveva tenere nel tardo pomeriggio in un basso del vico dove abitavano Luigino, Sofia, Mario e Nina. Fuori al basso a numero 23 accorsero in molti e le due padrone di casa, Graziella e Rosaria, ergendosi sui tre gradini più in alto dei basoli del livello stradale guardavano contente gli astanti. E confabulando tra loro iniziarono a puntare con l’indice e un alzata del mento, i maschi e le femmine, tutti di età compresi tra gli undici e tredici anni, che potessero partecipare alla festa del tardi pomeriggio. Mimmo Cuomo fu scelto da Graziella con un sorriso e fece un passo avanti. Anche lui accennò un sorriso e mentre andava via per darsi una sistemata, pensò a quelli scartati tra cui c’erano Tonino e Michelina, i suoi dirimpettai. E così, dopo aver rubato dei soldi dai pantaloni di un suo fratello tirchio, andò da loro e disse: “Uscite. Iammo primma ‘o cinema e ppo’ dopo ce mangiammo e pizze fritte comme tre rrote ‘e carretta”. “Mimmo, Mimmo. ‘A festa sta accummincianno, vieni”, urlò Graziella, ma isso guardava solo annanzo.

Ricordo di un ballo che si doveva tenere nel tardo pomeriggio in un basso del vico dove abitavano Luigino, Sofia, Mario e Nina. Fuori al basso a numero 23 accorsero in molti e le due padrone di casa, Graziella e Rosaria, ergendosi sui tre gradini più in alto dei basoli del livello stradale guardavano contente gli astanti. E confabulando tra loro iniziarono a puntare con l’indice e un alzata del mento, i maschi e le femmine, tutti di età compresi tra gli undici e tredici anni, che potessero partecipare alla festa del tardi pomeriggio. Mimmo Cuomo fu scelto da Graziella con un sorriso e fece un passo avanti. Anche lui accennò un sorriso e mentre andava via per darsi una sistemata, pensò a quelli scartati tra cui c’erano Tonino e Michelina, i suoi dirimpettai. E così, dopo aver rubato dei soldi dai pantaloni di un suo fratello tirchio, andò da loro e disse: “Uscite. Iammo primma ‘o cinema e ppo’ dopo ce mangiammo e pizze fritte comme tre rrote ‘e carretta”. “Mimmo, Mimmo. ‘A festa sta accummincianno, vieni”, urlò Graziella, ma isso guardava solo annanzo.