I libri, fateci caso, sono di una specie

I libri, fateci caso, da fuori sono di una specie che non li puoi scambiare per il tram, il filobus e un pullman a due piani ma anche a uno se è per questo, quelli che forse li fa diversi, forse non sono il numero delle pagine e perciò il peso specifico, piuttosto i punti, le virgole, i due punti e potrebbero essere decisivi il punto e virgole; oddio, ci sono di tanto in tanto le parentesi, generalmente tonde. Il resto può non starci ma però corre il vento e i giorni.

I libri, fateci caso, sono di una specie

‘O vico

Vuo’ o nun vuo’,

e anche non conoscendolo nè vissuto,

‘o vico è nu labirinto ‘e ll’anema;

facilmente e senza accorgertene,

ti scivola dint’ e forr0, su e già dint’a vita,

s’intende non soltanto la tua.

E ‘a dint’o scuro guard’ ncielo.

‘O vico

Noir dei sentimenti e altre similitudini. Se tu scendi non è detto che vai giù. E se sali può anche darsi che tu, al di là di tutto, stia volando. Questo accade quando ti fai beffe delle leggi della fisica. E c’è un sol modo, da vivere appena nei secondi, e senza fatica, espandere il canto dell’anima, l’altra faccia sottesa alla tua pelle.

Noir dei sentimenti e altre similitudini. Se tu scendi non è detto che vai giù. E se sali può anche darsi che tu, al di là di tutto, stia volando. Questo accade quando ti fai beffe delle leggi della fisica. E c’è un sol modo, da vivere appena nei secondi, e senza fatica, espandere il canto dell’anima, l’altra faccia sottesa alla tua pelle.

La creazione di un post allude a immagini, fatti e (forse)pensieri tra l’abitudine, la bellezza e ‘o core ca pur’isso tene ‘e scelle(le ali) e vo’ vulà … E voi sapete meglio di me ca’o core si nun vola se ne more e, appassisce come nu sciore ‘ncatenato.

Post scriptum o Nota Bene o Vedi tu.

Il post di ieri (ma anche di altri o altrimenti l’aggancio con la realtàper quanto in giro c’è del fantastico nei risvolti) è venuto fuori da almeno quattro cinque cose che ho letto o solo guardato come la foto di una bella ragazza donna su Libero.it, forse un attrice, indossatrice, influencer e altro; certe immagini di donne in Tv come le donne afgane costrette dai signorotti o bravi talebani possessori delle dritte ricevute in diretta da Dio; da un libro a proposito di donne della Murgia, però non letto o letto solo l’estratto e book; l’innamoramento e la fuga tra la ragazza profuga ucraina accolta in una famiglia e relativa fuga con il capofamiglia padre per di più di tre pargoli. Diciamo che la cosa ci sta. Anche perchè l’amore NON E’ cieco come vuole la propaganda del senso comune e poi, diciamola tutta, proprio perchè anche l’occhio e anche altro vuole la sua parte: le donne inglesi frequentemente sono bruttine mentre le ucraine e anche le ragazze e le donne russe o la loro mescolanza sono davvero molte belle e allora … ‘o pate ‘nglese ha perzo ‘a capa pe chillu dio ‘e piezzo pecchè pure ‘o core tiene le scelle, le ali, pe vulà; fattaccio della giornalista Rai affetta da incipiente flatulenza e relegata in una stanza con un altro collega(forse) campione di peti: sai che concerto e che odorini, anche perchè attraverso una loffa non si sente il rumore roboante di na peret’, nu pirit'( ce nè uno che si chiama sanguigno, nu pirit’ sanguigno, nel senso e nella coloritura che dopo ci si ritrova con le mutande o gli slip nguacchiati)), ma si sente semmai il fieto.

La creazione di un post allude a immagini, fatti e (forse)pensieri tra l’abitudine, la bellezza e ‘o core ca pur’isso tene ‘e scelle(le ali) e vo’ vulà … E voi sapete meglio di me ca’o core si nun vola se ne more e, appassisce come nu sciore ‘ncatenato.

Noir di cielo. Il sole era alto, il cielo azzurro e limpido, l’orizzonte vasto, e, il mio cuore stretto.

In questo momento sono un gabbiano perché i gabbiani mi fanno ridere quando li vedo zampettare in riva al mare. E poi l’anno scorso ne soccorsi uno: era giovane e impaurito. Appena mi avvicinai e lo toccai per capire perché non volasse e rimanesse a riva mi beccava le dita e mi emozionai moltissimo: mi dava la sensazione di un bambino, un adolescente che si era perso. Pensai che fosse allo stremo delle forze perché non aveva né mangiato e né bevuto, quindi disidratato. Lo rimisi in acqua, ma niente … Così mi allontanai e ogni tanto mi giravo e lo guardavo e finché riuscì a vederlo, ma non spiccò il volo. Il sole era alto, il cielo azzurro e limpido, l’orizzonte vasto, e, il mio cuore stretto. E rimasi sospeso per il resto della giornata pensando a lui, il gabbiano che era in me.

Ma c’è da aggiungere l’altra cosa molto negativa nella vita dei gabbiani: frequentano (molti ormai si sono trasferiti dal mare e dalle spiagge verso l’interno di città e paesi stabilmente, un po’ come succede ai migranti) a causa di certe scelte dell’uomo nelle discariche a cielo aperto. Da dove abito li sento e li vedo oltre il campanile della chiesa.

Le immagini sopra, quelle notoriamente classiche, idilliache e romanticamente abusate. Questi uccelli cosa diventeranno mangiando pasta, pane e carne andata a male e altri cibi guasti buttati nei rifiuti? Avranno più le ali dal momento che ingrasseranno? Saranno ancora timidi, solitari, paurosi e pacifici o si trasformeranno in tutt’altro?

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Noir di cielo. Il sole era alto, il cielo azzurro e limpido, l’orizzonte vasto, e, il mio cuore stretto.

Lei, come potete ammirare, è più che bella e si è innamorata follemente di me; ma, ha fatto una cosa, e per di più ripetutamente, che mi ha infastidito molto e lasciato basito. “Via, via, vai via” le ho detto. Piangeva a dirotto e mi pregava. “Amore mio non lo faccio più”, diceva più che convinta. Eppure passata qualche ora, stando anche male, lo ha rifatto di nuovo e poi ancora. “Basta!”, le ho ribadito e lei a quel punto non si teneva più. Diceva: “Non dipende da me.” Dio santo, dai!, pensavo, un po’ di autocontrollo; mica sei una bestia in preda ai bisogni corporali.

Sandro Botticelli
Tiziano Vecellio

Giorgione.

Lei, come potete ammirare, è più che bella e si è innamorata follemente di me; ma, ha fatto una cosa, e per di più ripetutamente, che mi ha infastidito molto e lasciato basito. “Via, via, vai via” le ho detto. Piangeva a dirotto e mi pregava. “Amore mio non lo faccio più”, diceva più che convinta. Eppure passata qualche ora, stando anche male, lo ha rifatto di nuovo e poi ancora. “Basta!”, le ho ribadito e lei a quel punto non si teneva più. Diceva: “Non dipende da me.” Dio santo, dai!, pensavo, un po’ di autocontrollo; mica sei una bestia in preda ai bisogni corporali.